Stangata sull’Aquila la società fa ricorso contro le squalifiche

8 Giugno 2022

Ieri il sorteggio: la gara di andata si giocherà al Gran Sasso Il dg Tuosto: «Mano troppo pesante, ma ora testa alla finale»

L’AQUILA. L’Aquila è pronta al ricorso dopo la maxi-stangata nei confronti di tre giocatori rossoblù espulsi durante il parapiglia nato nella semifinale di ritorno contro il Taloro Gavoi. Il giudice sportivo Aniello Merone ha inflitto cinque giornate di squalifica al capitano dei rossoblù Vincenzo Scognamiglio, tre giornate al difensore Andrea Ponzi e due al portiere in seconda Alfredo Meo. I giocatori in questione non potranno dunque essere utilizzati per la finale di andata e ritorno contro il Chisola. La squalifica più pesante riguarda Scognamiglio «per aver preso parte a un principio di rissa nel corso della quale spintonava e colpiva con uno schiaffo al petto un calciatore avversario e avere, successivamente, rivolto espressioni offensive nei confronti di un altro calciatore avversario». Stando alle motivazioni del giudice, Ponzi invece è stato punito perché «colpiva con due manate al volto un calciatore avversario». Meo, invece, «per essere indebitamente entrato sul terreno di gioco venendo a contatto con un calciatore avversario rivolgendogli espressioni minacciose». Come noto i fatti si riferiscono al parapiglia avvenuto nei minuti di recupero della sfida del Gran Sasso tra gli aquilani e i sardi finita sul 2-2. Nella circostanza il difensore dei gavoesi Mauro Castro ha commesso un fallo sull’attaccante aquilano Gianluca Saurino il quale ha reagito istintivamente. Ne è nato un parapiglia tra le due squadre, che ha visto coinvolti ben cinque giocatori. Una decisione tutt’altro che gradita, quella del giudice sportivo, da parte del sodalizio aquilano, in modo particolare le cinque giornate inflitte a Scognamiglio. «Mano estremamente pesante», secondo il direttore generale Gianni Tuosto. «Non è giusto reagire alle provocazioni ed è vero che i nostri giocatori hanno perso la testa, ma cinque giornate sono per i killer. Pensavo che Scognamiglio fosse stato cacciato per punire i rappresentanti delle due squadre, visto che è stato espulso anche il capitano del Taloro Gavoi. Per essere franco, la direzione arbitrale non mi è piaciuta. Sicuramente faremo ricorso anche se difficilmente riusciremo ad avere il nostro capitano per la finale di ritorno». Dopo il parapiglia il tecnico Sergio Lo Re si è sfogato criticando l’atteggiamento dei sardi durante la gara. Il club isolano del presidente Mathias Urru non ha gradito e, attraverso una nota ufficiale, ha fatto sapere di essersi «attivato in tutte le sedi competenti per salvaguardare l’onore e la rispettabilità in confronto delle dichiarazioni lesive e discriminatorie da parte di Lo Re». A Tuosto «dispiace aver litigato dopo i buoni rapporti avvenuti all’andata, anche se sono stati ben ospitati anche loro. Il nostro mister ha ragione che è stata una gara maschia, forse ha esagerato, ma succede quando rilasci dichiarazioni a caldo. Devo dire, però, che la conduzione dell’allenatore avversario non è stata esemplare». Quanto alla finale col Chisola, ieri è stata sorteggiata la sede del primo incontro per la D: sarà lo stadio Gran Sasso (domenica ore 16.30), mentre il ritorno si giocherà il 19 a Vinovo. Già venduti 400 biglietti. «Su sorteggi e squalifiche siamo stati sfortunati, ma siamo forti e non abbiamo bisogno della fortuna», conclude Tuosto.
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