Stati: tanti del centrosinistra nascosti dietro a De Angelis

AVEZZANO. Ha osservato le elezioni da una finestra privilegiata, avendo deciso di non competere alle Comunali. Ma dopo il primo turno elettorale il decano della politica avezzanese Ezio Stati esce...
AVEZZANO. Ha osservato le elezioni da una finestra privilegiata, avendo deciso di non competere alle Comunali. Ma dopo il primo turno elettorale il decano della politica avezzanese Ezio Stati esce allo scoperto.
Che idea si è fatto di queste elezioni?
«È stata la corsa di molti candidati a sindaco che hanno voluto utilizzare tanti soggetti per apparire forti. Ma in molti non si sono neanche votati. Ci volevano meno liste e più contenuti».
Perché ha deciso di non schierarsi?
«Sono un uomo di centrodestra. La coalizione ha deciso di non presentare simboli di partito che la identificassero e ciò mi ha fatto desistere dall’impegnarmi. Il consigliere regionale Iampieri ha ammainato il vessillo, quasi a vergognarsi, mentre l’Udc ha avuto il coraggio di portarlo. Per me i partiti non sono morti, l’inseguimento al civismo sulle tesi dei grillini non ha pagato. Avrei preferito un centrosinistra rappresentato da Di Pangrazio e una colazione di centrodestra che si confrontasse con lui. Il centrodestra, invece, non c’è. Contro il sindaco uscente ci sono molti autorevoli soggetti del centrosinistra che si sono voluti nascondere dietro a De Angelis, non per fare un’alternativa, ma per battere il fratello di Di Pangrazio, come Tedeschi, Di Nicola e Gerosolimo».
Il motivo?
«In ballo ci sono la leadership sul territorio, le candidature alla Camera, modi per farsi conoscere ad Avezzano. Ben vengano parlamentari di fuori per sostenere l’uno o l’altro, ma questa resta l’elezione al Comune di Avezzano. Alle Politiche questi signori che stanno con De Angelis voteranno per il centrodestra o per il centrosinistra? ».
Previsioni sul ballottaggio?
«Di Pangrazio ha scontato la pseudo antipatia sulla sua figura, ha perso voti rispetto alle liste. E 2.500 preferenze in più sono un’enormità. Se lo sfidante non tirerà fuori un progetto credibile, smettendola di fare la guerra solo al suo avversario, non riuscirà a ribaltare il verdetto».
Lei per chi ha votato?
«È un segreto». (r.rs.)
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