Stesso reddito, no all’assegno alla mamma

Genitori separati e figli. Innovativa ordinanza del giudice: collocamento paritario, no al mantenimento
AVEZZANO. No all’assegno di mantenimento per i figli se i coniugi hanno redditi equivalenti e se trascorrono con loro lo stesso tempo.
Lo ha stabilito con un’ordinanza il tribunale di Avezzano che ha accolto le richieste di un padre e rigettato la domanda di corresponsione dell’assegno di mantenimento presentato dalla madre. Per il giudice non sussistono i motivi per accontentare una simile richiesta.
Al centro delle diatriba tra i due ex coniugi, dopo che il loro matrimonio è naufragato, una bimba di pochi anni. Una storia come tante, solo che stavolta l’epilogo è differente rispetto ad altre vicende giudiziarie.
In sede di separazione giudiziale la madre della bimba ha, infatti, chiesto di essere considerata genitore privilegiato secondo il principio di maternal preference finora sempre applicato.
Il tribunale di Avezzano con un’ordinanza innovativa in materia ha, però, stabilito che in condizioni di sostanziale equivalenza di redditi tra i coniugi, vicinanza delle abitazioni e sostanziale parità di tempo di permanenza del minore con l’uno o l’altro genitore, non vi sia alcun diritto a ottenere un assegno di mantenimento.
Chiamato a «definire il regime di affido e collocamento della minore, l’eventuale previsione di assegno di mantenimento della bimba e il regime di visita del non collocatario in caso di collocamento prevalente presso uno dei genitori, il tribunale di Avezzano ha stabilito di «affidare la minore in forma condivisa a entrambi i genitori, prevedendone il collocamento paritario e ponendo a carico di ciascuno dei genitori in misura paritaria le spese straordinarie relative alla bambina».
L’uomo è stato assistito dagli avvocati del Foro di Avezzano, Federica Federici e Stefano Chichiarelli.
«Pienamente soddisfatti della pronuncia del giudice che ha riconosciuto la sostanziale equivalenza reddituale tra genitori e l’apporto paritario di entrambi nella vita del figlio rigettando la richiesta di mantenimento che avrebbe generato una iniqua situazione di squilibrio economico a favore della madre», hanno commentato gli avvocati Federici e Chichiarelli, «troppe volte vediamo dei genitori arrancare per arrivare a fine mese per corrispondere assegni di mantenimento non dovuti perché l’apporto diretto nella vita dei figli è sostanzialmente equivalente. I tempi sono maturi per la direzione verso una sostanziale parità di compiti tra genitori nei casi in cui essi vivono vicino», hanno concluso i due legali marsicani, «possono e soprattutto vogliono contribuire alla vita dei figli in maniera concreta». (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

