Stop agli abusi edilizi sulle mura storiche

16 Febbraio 2020

La Soprintendenza pone sotto vincolo di tutela l’intera cinta monumentale che racchiude il centro storico. Ecco cosa cambia

L’AQUILA. L’intera cinta muraria della città è monumento sottoposto a vincolo di tutela. La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per L’Aquila e il cratere, diretta da Alessandra Vittorini, sta procedendo nel complesso iter di tutela indiretta, con la notifica delle comunicazioni di inizio del procedimento ai proprietari degli edifici e delle aree a ridosso delle mura. Tra queste, anche quelle destinate agli abitanti della zona del ponte di Sant’Apollonia. Si sta completando, dunque, il processo avviato cinque anni fa che definisce una fascia di rispetto all’interno e all’esterno della cinta muraria. L’operazione, cominciata nel 2014, intende preservare l’opera per garantirne “pienamente la visibilità, la godibilità, la fruibilità e la manutenzione” attraverso “una fascia libera e non occupabile di almeno dodici metri nella parte esterna e di almeno 5 metri nella parte interna” come è spiegato nelle lettere di accompagnamento alle comunicazioni per l’avvio del procedimento destinate ai proprietari interessati.
VINCOLI E CONTROLLI. La Soprintendenza, insomma, introduce uno strumento di controllo che agisce su tutto ciò che è già esistente e vigilerà sulle trasformazioni future. «Ogni trasformazione, infatti, dovrà essere sottoposta a noi in modo che se ne possa verificare la compatibilità di natura indiretta con la tutela delle mura», spiega la soprintendente. «D’intesa tra le amministrazioni interessate potranno essere valutate, caso per caso, le soluzioni più idonee a garantire la tutela di eventuali diritti pregressi».
I RESTAURI. Il vincolo si è reso necessario anche a seguito dell’importante intervento di restauro e valorizzazione della cinta, ancora in corso, a cura del Segreteriato con la collaborazione della Soprintendenza. Proprio nei giorni scorsi, infatti, nel corso del secondo dei dieci appuntamenti, organizzati dal Polo Museale dell’Abruzzo in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila, dedicato alla storia delle mura, il segretario regionale ai Beni culturali, Stefano D’Amico, ha reso noto che sono in dirittura d’arrivo gli ultimi cinque milioni di euro necessari per la valorizzazione della cinta. I fondi, che serviranno a completare l’intervento cominciato negli anni scorsi, permetteranno una fruizione completa della cinta attraverso la realizzazione di camminamenti illuminati.
IL CRONOPROGRAMMA. Il primo intervento è stato già realizzato con fondi comunitari per circa otto milioni di euro. C’è stato, poi, un altro intervento di pavimentazione e illuminazione di 3 milioni e 600.000 euro. I prossimi lavori, dunque, saranno quelli conclusivi. Il lungo processo di apposizione del vincolo di tutela ha comportato, dunque, prima il riconoscimento dell’interesse monumentale delle mura e poi l’attivazione della tutela indiretta, con la definizione della fascia di rispetto. «Nel 2014 la direzione regionale, poi segretariato dal 2015, ha avviato il riconoscimento dell’interesse culturale delle mura», spiega la Soprintendente. «A mano a mano che quei decreti sono diventati esecutivi è stato anche possibile emanare anche i decreti di tutela indiretta sia dentro che fuori le mura, non senza difficoltà». Basti pensare alla lunga vicenda della zona di porta Barete, che rappresenta solo una delle tantissime realtà di difficile definizione che interessano l’intera cinta. Sono numerosi, infatti, gli edifici costruiti a ridosso delle mura della città, edifici non sempre in armonia con il contesto e che, in alcuni casi, ne impediscono la vista e la fruizione. È per questo motivo che, negli anni, la Soprintendenza ha deciso di intervenire in diversi punti, per restituire alle mura la dignità che spetta a ogni monumento. «Questo procedimento è arrivato fino ad oggi», conclude la soprintendente Vittorini. «D’altra parte, si tratta della prima volta che all’Aquila si fa un intervento di tutela indiretta di un monumento così impegnativo».
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