Stop alle scorribande in paese Juan Carrito dirottato sui monti

8 Dicembre 2021

L’orso è stato narcotizzato, caricato su un elicottero dei carabinieri e trasferito a Pescasseroli Protagonista di tante incursioni rocambolesche a caccia di cibo, l’ultima delle quali in una pasticceria

ROCCARASO. Juan Carrito torna in montagna, stop alle scorribande per le strade di Roccaraso. Il temuto orsetto che negli ultimi due mesi ha fatto visita a una pasticceria, mangiato dai mastelli della raccolta differenziata e passeggiato tra vicoli e piazze del paese è tornato nel suo habitat naturale. A riportarcelo è stato ieri mattina il personale tecnico scientifico e veterinario dei parchi d’Abruzzo, Lazio e Molise e della Maiella, in collaborazione con i carabinieri forestali che da giorni, grazie a un radiocollare, lo stavano monitorando. Il plantigrado, che ha due anni, è stato individuato e narcotizzato tramite un’esca. Poi gli addetti dei due parchi, insieme ai carabinieri forestali, lo hanno caricato su un elicottero e trasferito in montagna nei pressi del territorio di Pescasseroli. Le operazioni sono iniziate ieri alle 8 e si sono concluse nella tarda mattinata quando l’orso, precedentemente addormentato, si è risvegliato nella zona naturale e isolata nell’area del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. La migrazione è stata necessaria alla luce della situazione che si era venuta a creare a Roccaraso dove ormai l’orso era diventato di casa. Incontrare il figlio di Amarena per le strade del paese era una consuetudine, ma i residenti cominciavano ad avere paura. Juan Carrito, infatti, era alla costante ricerca di cibo e passeggiava su e giù per le strade della località sciistica senza preoccuparsi della presenza delle auto o delle persone. Proprio per questo, anche in vista dell’avvio della stagione invernale e dell’arrivo dei turisti non preparati a un incontro ravvicinato con l’orso, si è deciso di riportarlo in montagna e di rieducarlo a vivere in quell’ambiente. Nei prossimi giorni sarà monitorato e si cercherà di modificare il suo comportamento fortemente condizionato dal cibo antropico e da un’ estrema confidenza nei confronti delle persone. «La pianificazione dell’intera operazione», è stato spiegato, «è stata realizzata sulla base di un lavoro di analisi e valutazione svolto dai tecnici del Pnalm, del parco della Maiella e della Regione Abruzzo che ha chiesto l’autorizzazione al trasferimento al ministero della Transizione ecologica. Autorizzazione rilasciata nei giorni scorsi. La scelta del luogo di rilascio, benché non proprio ideale, perché sarebbe opportuno allontanare maggiormente Carrito dalla zona in cui è cresciuto, è ricaduta nell’area del Pnalm per motivazioni di natura logistico-operativa, biologica e amministrativa. Fondamentale nell’operazione il ruolo dei carabinieri che hanno assicurato anche la disponibilità di un elicottero per effettuare il trasferimento». (e.b.)
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