«Stracolmi i raccoglitori di abiti usati»

18 Giugno 2017

SULMONA. Un progetto nobile, un progetto di solidarietà nato per raccogliere abiti, scarpe, coperte usati da distribuire ai meno abbienti che non possono permettersi di acquistarne di nuovi. In città...

SULMONA. Un progetto nobile, un progetto di solidarietà nato per raccogliere abiti, scarpe, coperte usati da distribuire ai meno abbienti che non possono permettersi di acquistarne di nuovi. In città ci sono una quindicina di raccoglitori sistemati nei punti strategici dei quartieri più popolati. Ma quello che doveva essere un servizio di alto valore sociale si sta rivelando un brutto biglietto da visita per la città e per i cittadini. Da mesi i cassonetti non vengono svuotati, tanto che i cittadini più sensibili all’iniziativa non sanno più dove lasciare le buste contenenti vestiti e coperte. E l’immagine che ne viene fuori è delle più belle da vedere: cassonetti stracolmi di abiti e scarpe che il più delle volte vengono lasciati all’esterno dei contenitori e trascinati via dal vento e dalle intemperie. A protestare sono i residenti della zona di via Sallustio, di viale Togliatti, di via Lear dove la situazione è davvero fuori controllo. «Non è possibile tollerare una situazione che offre un’immagine negativa della città», afferma Fernando Paravano, «un’iniziativa socialmente utile che si è trasformata in un boomerang, solo perché le persone addette alla raccolta degli abiti usati non fanno il proprio dovere». Una situazione che va avanti da settimane e peggiora ogni giorno di più. Tra l’altro i punti raccolta degli abiti, delle scarpe e delle coperte sono stati sistemati, il più delle volte, vicino ai cassonetti della raccolta dei rifiuti che paradossalmente, sono più puliti e ordinati rispetto a quelli del progetto Ri.ri., così si chiama l’iniziativa di solidarietà. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.