Strada chiusa da oltre tre anni Due famiglie “segregate” in casa

FOSSA. Due famiglie “segregate” in casa da oltre tre anni. Accade a Fossa dove, a causa dei lavori di ristrutturazione di un aggregato, eseguiti dalla ditta “Felici costruzioni e restauri”, che ha...
FOSSA. Due famiglie “segregate” in casa da oltre tre anni. Accade a Fossa dove, a causa dei lavori di ristrutturazione di un aggregato, eseguiti dalla ditta “Felici costruzioni e restauri”, che ha peraltro sede nello stesso paese, è stata chiusa una strada comunale. I lavori sono fermi da tempo, ma la via in questione non è ancora stata riaperta, nonostante le sollecitazioni alla stessa ditta e all’amministrazione comunale.
Il sindaco, Fabrizio Boccabella, aveva promesso un intervento entro settembre, ma i tempi si allungheranno. «Stiamo provvedendo alla variante urbanistica necessaria per la riapertura del cantiere», dice Boccabella. Intanto, si è aperto un contenzioso tra la ditta e il consorzio in questione. Nei giorno scorsi, in seguito a un sopralluogo, l’Asl ha effettuato alcune prescrizioni che riguardano proprio lo stato in cui viene tenuta l’area. «La nostra odissea è iniziata a settembre 2015», affermano Raffaele Di Marco e Berardino Marziale. «Viviamo in abitazioni dichiarate agibili, dopo il sisma del 2009, che si trovano accanto all’aggregato ancora da ricostruire, in via Petrocco, tra Fossa osteria e il bivio per Sant’Eusanio Forconese. Per raggiungere le nostre abitazioni siamo costretti a utilizzare una strada secondaria, dissestata e poco agevole. La strada è di uso comunale, ma è stata chiusa per i lavori del cantiere, che sono fermi da anni, e mai riaperta». Le due famiglie lamentano «l’uso privato che si sta facendo della via, dove sono stati scaricati materiali edili e di risulta». Ad aggravare la situazione, il fatto che ci siano degli anziani, di cui uno gravemente malato, che necessita di cure quotidiane. «Mia moglie è invalida al cento per cento», fa presente Di Marco, «e ha bisogno di cure mediche specifiche, come anche i nostri vicini, anziani e in uno stato di salute non ottimale. Il piano di recupero dell’area non è ancora pronto, né si è provveduto a ripristinare il passaggio. Praticamente siamo segregati in casa». «Non riusciamo a capire», concludono i residenti, «in base a quale diritto o legge abbiano chiuso una strada comunale, unico accesso a questa zona».

