Strada dei Parchi, vertici assolti: «Viadotti sicuri, manutenzioni ok»

4 Giugno 2023

Ecco le motivazioni del giudice: «Il fatto non sussiste, fuori dai guai Toto, Ramadori, Lai e Rapposelli» La società: «Cancellato qualsiasi dubbio sulla gestione». Ora la Procura valuta il ricorso in Appello 

L’AQUILA. Non sussistono prove che «le condotte degli imputati abbiano messo in pericolo la sicurezza del traffico sulle autostrade A24 e A25, tenuto conto che le perizie hanno escluso qualsiasi rischio di crollo parziale e totale» e confermato la sicurezza sismica. Infondate sono anche le accuse dell’inadempimento e della frode nelle pubbliche forniture, visto che la regolarità del servizio è stata garantita e le opere di manutenzione ordinaria sono state effettuate «in misura maggiore rispetto al contratto». Sono questi i passaggi salienti delle motivazioni della sentenza, depositate nei giorni scorsi, con cui il giudice per le udienze preliminari del tribunale dell'Aquila, Guendalina Buccella, l’8 marzo scorso nel processo con rito abbreviato, ha assolto con formula piena _ «perché il fatto non sussiste» _ i vertici di Strada dei Parchi spa, ex concessionaria delle autostrade A24 e A25, del gruppo abruzzese Toto, nel processo sull’ammaloramento dei viadotti nel territorio dell’Aquila.
Quanto stabilito dalla sentenza è destinato a incidere anche sul contenzioso giudiziario legato alla revoca in danno della concessione nei confronti della spa del gruppo Toto da parte del Consiglio dei ministri con un provvedimento dello scorso 7 luglio, impugnato da Sdp, che si basa proprio sulle inadempienze nella manutenzione e sul pericolo crolli di ponti e viadotti. Sulla revoca dopo i pronunciamenti del Tar, che ha rimesso in pista per due volte Sdp, e del Consiglio di Stato che ha confermato la gestione, dal primo agosto 2022, nelle mani di Anas, si attende il verdetto della Corte Costituzionale al quale il Tar del Lazio ha chiesto di chiarire la legittimità della decisione dell’allora governo Draghi.
Da fonti aziendali di Sdp, che per le conseguenze della revoca ha chiesto ed è stata ammessa al concordato preventivo con pagamenti al 100% dal Tribunale di Roma, emerge che le motivazioni escludono ogni tipo di responsabilità nella gestione delle due arterie: «L’ampiezza assolutoria con la formula “il fatto non sussiste”, sgombera definitivamente il campo da qualsiasi dubbio sulla gestione della concessione autostradale». La questione non è di poco conto perché, al di là della rassicurazione per tutti gli automobilisti che utilizzano, spesso quotidianamente e per motivi di lavoro, le tratte autostradali interessate, «il governo Draghi ha disposto la revoca in danno della Concessione principalmente sulla base della contestazione che non avremmo eseguito la dovuta manutenzione ordinaria dei viadotti autostradali», riferiscono ancora fonti di Sdp, in termini corrispondenti alle ipotesi di reato oggetto dei procedimenti giudiziari avviati dalle procure abruzzesi, procedimenti di cui quello de L’Aquila è stato il primo a trovare conclusione.
Nel processo sono stati assolti l’imprenditore Carlo Toto, proprietario della Toto Holding spa, considerato dall’accusa amministratore di fatto di Strada dei Parchi, l’allora amministratore delegato Cesare Ramadori, il direttore generale di esercizio, Igino Lai, e Gianfranco Rapposelli, ad di Infraengineering spa, società partecipata di Sdp, specializzata nella progettazione.
Perizia decisiva è stata quella ordinata dalla Procura al professor Bernardino Chiaia che ha escluso «situazioni allarmanti di criticità statica», anche a seguito di prove di carico sulla sicurezza antisismica. Evidenziando che «gli ammaloramenti dei piloni sono stati dovuti all'azione corrosiva delle acque meteoriche e del sale antigelo», relativi però «a un difetto di progettazione originale dell'autostrada». Secondo il giudice Buccella, in primo luogo, «risulta carente la prova per la quale gli imputati abbiano concretamente messo in pericolo la sicurezza del trasporto pubblico», come del resto riconosciuto dal pubblico ministero che ha richiesto l’assoluzione degli imputati. Scrive poi che «il contraddittorio tra le parti ha escluso qualsiasi rischio di crollo totale o parziale dei viadotti autostradali» come accertato dai sopralluoghi effettuati su richiesta del ministero dei Trasporti dopo il crollo del ponte Morandi di Genova nell’agosto 2018. L’inchiesta della Procura dell’Aquila era scattata nel 2019 proprio dopo il crollo del ponte Morandi. Il pm Fabio Picuti aveva chiesto per tutti la condanna a due anni di reclusione, dai capi di imputazione di inadempimento e frode di pubblica fornitura, e l’associazione per attentato alla sicurezza dei trasporti. La Procura deciderà se presentare ricorso. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.