Strade ancora chiuse, De Chellis prosegue lo sciopero della fame

11 Maggio 2018

Pacentro, il sindaco Angelilli rompe gli indugi e annuncia la pulizia della 487 a partire da domani  E un carabiniere, non potendo raggiungere il posto di lavoro, è costretto a chiedere il trasferimento

PACENTRO. Il sindaco di Pacentro rompe gli indugi e in attesa che la Provincia emetta l’ordinanza di revoca della chiusura della strada che dal paese sale verso Passo San Leonardo, annuncia che da domani il Comune inizierà a ripulire la strada 487 per occuparsi poi della gestione. Una mossa che vuole mettere fretta all’amministrazione provinciale, ancora ferma dopo l’accordo siglato con i comuni di Campo di Giove e Pacentro, propedeutico alla riapertura sia della 487 che della strada 54. Ieri mattina il sindaco Guido Angelilli, lo ha messo nero su bianco inviando la comunicazione al presidente della Provincia Angelo Caruso. Tutto questo mentre il giovane di Pacentro, Francesco De Chellis, titolare con la famiglia di una delle strutture ricettive bloccate a seguito della chiusura delle strade, ha iniziato il suo terzo giorno dello sciopero della fame. Il giovane non si fida delle rassicurazioni ricevute e ha intenzione di proseguire la protesta fino a quando la Provincia non riaprirà ufficialmente la strada. Solidale con lui anche l’amministrazione comunale con in testa proprio il sindaco Angelilli. «Nonostante le ampie assicurazioni fornite dalle istituzioni, Francesco, intende perseverare nella sua protesta fino a quando non verranno emanati i provvedimenti di rettifica delle ordinanze di chiusura delle strade, come convenuto nel verbale di riunione redatto a seguito del sopralluogo eseguito l’altro giorno», ha detto il primo cittadino di Pacentro. «A nome di tutta l’amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza esprimo la più ampia solidarietà e rispetto al nostro concittadino, per questa forma di dissenso forte e decisa». Dal canto suo Francesco ha ribadito che andrà avanti con lo sciopero della fame fino a quando la riapertura delle strade non si concretizzerà.
Intanto, oltre alla protesta di Francesco c’è anche la vicenda di Bruno Petriccione, carabiniere forestale che ogni mattina da Sant’Eufemia a Maiella, il paese dove risiede, deve raggiungere Castel di Sangro sua sede di lavoro. Prima lo faceva percorrendo la 54 ma dopo la chiusura è costretto a passare per Scafa con il risultato che la distanza da percorrere si è raddoppiata. Troppi chilometri, tanto che il carabiniere dopo essersi messo in ferie ha scritto al sindaco di Sant’Eufemia mettendolo al corrente della situazione che lo vede costretto a chiedere il trasferimento in altra sede.
«Un danno personale oltre che per il mio reparto», ha scritto al sindaco Petriccione. «Sono fiducioso nell’esito dell’azione legale preannunciata dalla mia amministrazione comunale contro l’ordinanza provinciale, palesemente illegittima, che ci riporta ad usi e consuetudini di stampo medievale». (c.l.)
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