Strade in centro chiuse al traffico: «no» dei commercianti al Comune

Il comitato che rappresenta i titolari di diverse attività chiede alla maggioranza di fare un passo indietro Napoleone: «Basta con nuove sperimentazioni ai nostri danni, così subiamo solo altre penalizzazioni»
AVEZZANO. «No» alla chiusura al traffico delle strade del centro. È netta la contrarietà del comitato che rappresenta le attività storiche del cuore della città al progetto di creare tre nuove aree senza auto intorno a piazza Risorgimento. Una posizione già comunicata all’amministrazione comunale nel corso di un confronto nel quale hanno chiesto di dirottare i fondi nelle zone periferiche di Avezzano.
IL PROGETTO
Potrebbe partire già nei prossimi mesi il cantiere per la realizzazione della prima di una delle tre aree pedonalizzate del centro. L’intervento riguarderà la chiusura al traffico del tratto iniziale di corso della Libertà per il quale è già stato approvato lo studio di fattibilità. L’area pedonale sarà creata nel tratto di strada dall'incrocio tra corso della Libertà e via Corradini fino all’altezza di via Monsignor Bagnoli. Le altre due aree chiuse al traffico saranno invece tra via Veneto e corso della Libertà e l’ultimo tratto di via Cataldi fino all’incrocio con via Corradini. L’amministrazione comunale ha affidato all’architetto Giovanni Rebecchini il progetto per cercare non solo di chiudere al traffico le strade ma anche di renderle attrattive con arredi, illuminazioni e pensiline. Si pensa infatti di coprire le aree pedonali con delle pensiline illuminate per consentire il passeggio anche con il maltempo.
L’INCONTRO
Venerdì scorso il sindaco Gianni Di Pangrazio e il vice Domenico Di Berardino hanno incontrato i rappresentanti del comitato delle attività storiche del centro di Avezzano. Durante il confronto si è parlato del progetto e i delegati delle circa 70 attività, che contano complessivamente oltre 350 dipendenti, hanno chiesto di fare un passo indietro. «Rappresentiamo una delle forze lavoro più grandi della città», ha detto Gianni Napoleone, «venerdì scorso abbiamo avuto un incontro in Comune perché ci erano arrivate notizie su questo progetto solo tramite social. Ci hanno spiegato che il Comune ha ottenuto un finanziamento e vorrebbe provare a realizzare la pedonalizzazione di parte del centro. Basta sperimentazioni sulle spalle dei commercianti. Perché ogni amministrazione che arriva propone di pedonalizzare il centro? Ma esiste solo questa zona?». Secondo i commercianti ci sono stati numerosi progetti sperimentali che hanno provocato chiusure e gravi perdite. «Ci hanno spiegato che vogliono provare la pedonalizzazione, in caso non funzioni poi si potrebbe tornare indietro», ha continuato Napoleone, «ma i danni di tale scelte sono irreversibili e se uno chiude un’attività poi non la riapre. Veniamo da anni di cantieri in centro, il Covid, il caro prezzi e ora anche queste nuove sperimentazioni. Se avevamo qualche soldo da parte lo abbiamo dovuto usare per far fronte alle spese e chi non ce l’aveva si è indebitato».
LA PROPOSTA
I rappresentanti del comitato delle attività storiche hanno proposto di decentrare il progetto. «Ci sono le periferie con le strade spente e buie», ha concluso Napoleone, «e poi c’è la parte alta di corso della Libertà. Perché non realizzare lì il progetto di pedonalizzazione? Lasciate invariata la viabilità nel centro città». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

