Strade piene di buche Non basta il Giro d’Italia

27 Maggio 2016

Cede il catrame nero usato per rattoppare le “voragini” ed evitare cadute Alla Villa comunale erbacce ovunque, sembra un percorso di trekking

SULMONA. A due settimane dal Giro d’Italia la città è ripiombata nel più assoluto degrado. Col passaggio della carovana rosa è già terminato l’effetto dei lavori di facciata fatti in pochi giorni per presentare le strade in maniera più decorosa. Basta partire da viale Roosevelt per vedere che le colate di catrame nero si sono già svuotate e le buche chiuse per evitare la caduta dei ciclisti sono più profonde di prima. Crateri riaperti anche in viale della Repubblica, dove il serpentone di biciclette è transitato pochi giorni fa. Non sono mai stati chiusi, invece, quelli di viale Stazione, dove buche e asfalto disconnesso accompagnano ogni passo, oltre che l’intera carreggiata. Sul marciapiede inesistente del lato destro venendo dalla stazione ferroviaria, ad esempio, è impossibile non scendere ogni due passi e invadere la strada trafficata per via degli avvallamenti del selciato e per le erbacce che costeggiano la base dei tigli lasciati pericolosamente incolti e coi rami penzolanti dall’ultima nevicata.

Anche dal punto di vista delle erbacce le cose non vanno meglio. Fra aiuole incolte e piante che invadono pericolosamente la strada sembra di camminare in una savana più che lungo le strade cittadine. Vanno ancora peggio, inoltre, le cose lungo le strade che non sono state interessate dai lavori di maquillage perché non scelte per il Giro d’Italia. È diventato, ormai, un percorso da trekking più che una passeggiata nel verde il semplice passaggio lungo i viali della villa comunale: qui erbacce e aiuole sono ad altezza uomo in alcuni punti e i rami caduti in inverno restano a concimare il terreno. Alla base delle terribili condizioni in cui versa la città c’è il mancato rinnovo dell’affidamento del servizio di manutenzione strade e verde, dopo la revoca dell’appalto alla precedente società che non pagava i lavoratori da sei mesi. Dopo una serie di incontri in Comune, fra sindacati, dirigenti e il commissario prefettizio Giuseppe Guetta si era arrivati allo scioglimento del contratto con la cooperativa incapiente. Da allora, non solo gli otto lavoratori storici continuano a restare in attesa dei loro stipendi da ottobre, ma un intoppo burocratico impedisce di andare avanti nella graduatoria delle ditte per affidare nuovamente il servizio.

Federica Pantano

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