Strage di orsi, recintata la vasca-killer

20 Novembre 2018

Ascoltati pastori e proprietari dei terreni. Il Wwf ai prefetti: «Censimento e messa in sicurezza dei potenziali pericoli»

VILLAVALLELONGA. I carabinieri forestali di Collelongo hanno ascoltato gli eredi Sipari e alcuni pastori di Balsorano che in passato hanno utilizzato la vasca dove sono morti cinque orsi in otto anni (gli ultimi tre la scorsa settimana). I Sipari sono proprietari di una particella, quella dove si trova l’impianto, su complessivi 660 ettari di terreno. Nei prossimi giorni il sostituto procuratore di Avezzano, Elisabetta Labanti, conferirà ufficialmente l’incarico per le indagini. Al momento resta contro ignoti l’inchiesta aperta per accertare eventuali responsabilità o negligenze su quanto accaduto in località “Le fossette” di Villavallelonga. Le prime analisi eseguite sulle carcasse della femmina di orso e dei suoi due cuccioli confermano l’ipotesi dell’annegamento, conseguenza forse dell’ipotermia. Entro 30 giorni arriveranno i risultati delle analisi tossicologiche.
ECCO LE PROTEZIONI. Nel frattempo, uomini del Parco e alcuni volontari hanno raggiunto la zona a dorso di mulo per eseguire lavori e mettere in sicurezza la vasca. L’impianto, profondo tre metri (al momento dell’incidente c’era circa un metro e mezzo d’acqua piovana), è stato svuotato, questo per avere la sicurezza che all’interno non vi fossero altri animali morti. Attorno alla vasca, realizzata abusivamente negli anni Sessanta, è stata realizzata una recinzione elettrificata, alimentata da un pannello solare.
INTERVIENE CARRARA. Investito dalle polemiche, il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara, torna sul caso. «Sentiamo la responsabilità di quanto accaduto nella misura in cui siamo consapevoli di non riuscire a fare mai abbastanza per la tutela dell’orso», afferma, «e come tutti, anche noi ci siamo chiesti se si poteva fare di più. Ma la logica non può essere questa, perché non siamo in grado di intervenire in tutte le falle del sistema. Nella Zona di protezione esterna, dove ricordo si trova questa vasca, facciamo già tanto, nonostante non abbiamo gli stessi poteri che ci sono nel Parco. Qualcuno ha detto che siamo pallidi burocrati? Ricordo che stiamo ancora pagando i debiti di vecchie gestioni e, ricordo, che nel 2012 il Parco ringraziò pubblicamente i proprietari della vasca per i lavori fatti, anche se era chiaro che sarebbero stati insufficienti».
«CENSIRE I PERICOLI». Il Wwf Abruzzo, attraverso il delegato Luciano Di Tizio, chiede «soluzioni eccezionali che consentano agli ultimi orsi marsicani presenti di vivere e riprodursi in tranquillità per un numero di anni sufficiente a mettere la specie in sicurezza» e, con un appello al ministro Sergio Costa (Ambiente), invoca «la convocazione dagli Stati generali sull’orso con la partecipazione di Ministero, Regioni e aree protette, insieme ai rappresentanti del mondo scientifico e dell’associazionismo». Il Wwf invita i prefetti «a disporre un immediato e aggiornato censimento, con relativa messa in sicurezza, delle strutture pericolose presenti nell’areale dell’orso, non solo nel territorio dei parchi», e ribadisce la propria disponibilità «a contribuire, anche economicamente, come già comunicato al presidente del Parco».
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