Strage di pesci nei canali, scattano le indagini

7 Agosto 2019

La denuncia dei pescatori dell’Asd Acque Fucensi. I carabinieri forestali hanno allertato l’Arta

AVEZZANO. Canale del Fucino trasformato in un cimitero di pesci: centinaia tra carpe, alborelle, rovelle e caraffi, morti stecchiti ai bordi e dentro il canale dal ponte di Strada 10 a Strada 14, dove è spuntata una strana schiuma verde-marrone.
A lanciare l’allarme per l’ennesima strage – l’ultima a giugno scorso – sono stati alcuni pescatori della zona che, giunti ai bordi dei canali per gettare gli ami, si sono trovati di fronte a una coltre di poveri pesci senza vita.
Immediata la richiesta di intervento alla stazione dei carabinieri forestali di Avezzano che hanno subito effettuato un primo sopralluogo per avere un quadro della situazione.
Ora i militari, d’intesa con il Consorzio di bonifica e i Comuni interessati, hanno chiesto l’intervento dell’Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale) per gli accertamenti e le analisi delle acque: bisogna verificare se la strage di pesci sia stata causata dagli sversamenti di materiali inquinanti, ma anche misurare la temperatura e l’ossigenazione dell’acqua nei canali.
«Il fenomeno non è nuovo», affermano i vertice dell’Asd Acque Fucensi, che conta 40 soci, «speriamo che dai controlli delle autorità si possano accertare le cause della strage di pesci, per evitare che questo discutibile fenomeno si ripeta ancora».
L’anno scorso, dopo la morìa di carpe nel mese di giugno, la Fips (Federazione italiana pesca sportiva) sensibilizzata dall’Associazione dei pescatori, effettuò un ripopolamento di carpe.
Ora, comunque, in attesa dei controlli degli specialisti dell’Arta, i carabinieri forestali hanno avviato un’indagine per dare una spiegazione alla strage che, oltre al danno ambientale, potrebbe generare conseguenze anche sul versante igienico sanitario. (m.s.)
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