Strage di pesci, sospetto sui depuratori

7 Giugno 2018

Investigatori in elicottero per scoprire le cause, in corso le analisi delle acque. L’assessore Presutti attacca la Regione

AVEZZANO. Ispezioni in alcuni depuratori della Marsica e una ricognizione aerea. Il tutto per tentare di individuare le cause della strana schiuma melmosa che ha invaso alcuni tratti dei canali del Fucino, tra Borgo Ottomila a Celano e il Madonnone di Borgo Incile. Ieri si è alzato in volo un elicottero dei carabinieri forestali, mentre i militari stanno setacciando alcuni impianti destinati alla depurazione delle acque reflue. Si sospetta, infatti, il malfunzionamento di un depuratore, coi liquami che potrebbero essere tracimati finendo in uno dei canali. Più improbabile, invece, lo sversamento di sostanze sospette. Le carcasse di alcune carpe sono state inviate all’Istituto zooprofilattico per le analisi. Altre analisi si stanno compiendo sui campioni di acqua prelevati martedì dall’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) in tre differenti punti.
Il fenomeno si presenta in alcuni tratti dei canali, più vistoso in quello centrale, dove centinaia di pesci galleggiano nella strana melma. Accanto a rifiuti di ogni genere. Il tutto mentre in più punti i trattori continuano a prelevare acqua per irrigare i campi vicini.
L’emergenza ambientale ha scatenato polemiche.
«Negli anni ho presentato esposti in Procura e richieste di intervento in Regione ma nulla è stato fatto», afferma Crescenzo Presutti, assessore all’Ambiente al Comune di Avezzano, «da parte della Regione, negli ultimi cinque anni, c’è stato il disimpegno totale. È gravissimo quello che è accaduto e che sta accadendo nel Fucino. Aspettiamo l’esito di queste indagini, ma sono convinto che dietro il fenomeno di questi giorni vi sia la mano dell’uomo. La stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli rispetta le regole, ma è innegabile che c’è anche un manipolo di zozzoni. Il Fucino è stato abbandonato e gli attuali rappresentanti marsicani in Regione devono avere il coraggio di non ricandidarsi».
Critico Augusto De Sanctis del Forum abruzzese dei Movimenti dell’acqua.
«Al di là di questo singolo caso, la situazione nel Fucino è allucinante e fuori controllo», afferma l’ambientalista, «il 90% dei depuratori nella Marsica presenta dati allarmanti e quando va bene i valori degli inquinanti sono tre volte superiori alla norma. Serve amore per il proprio territorio ed è inutile nascondere la polvere sotto al tappeto. I problemi vanno affrontati e risolti. Per quanto riguarda l’allarme di questi giorni, chiediamo un intervento serio della Procura di Avezzano sul problema dei depuratori, così com’è stato fatto a Lanciano (con il sequestro, nell’aprile tre anni fa, di 12 impianti malfunzionanti, ndr)».
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