Strage nazista, prosegue la battaglia del Comune

ROCCARASO. Sono incostituzionali le norme che impediscono di agire in giudizio contro la Germania e di ottenere risarcimenti per i crimini di guerra. A deciderlo la Consulta, che con tale...
ROCCARASO. Sono incostituzionali le norme che impediscono di agire in giudizio contro la Germania e di ottenere risarcimenti per i crimini di guerra. A deciderlo la Consulta, che con tale provvedimento ha riaperto anche il caso delle vittime della strage dei Limmari di Pietransieri avvenuta nel novembre del 1943. «Il Comune di Roccaraso» commenta il sindaco Francesco Di Donato «accoglie con favore questa pronuncia che ci consente di portare avanti la nostra battaglia, che non è finalizzata all’aspetto economico, ma al riconoscimento di un principio fondamentale per tutelare la memoria delle nostre vittime. Come amministrazione, alla fine del 2011 abbiamo proposto un’azione di giudizio risarcitorio nei confronti della Repubblica federale di Germania per i crimini commessi a danno della popolazione di Pietransieri. Questa pronuncia ci legittima e ci dà la forza di andare avanti insieme agli altri Comuni italiani che da tempo hanno avviato battaglie analoghe. È un riconoscimento che dobbiamo alle nostre vittime della barbarie nazista e alle loro famiglie». La Consulta quindi ha di fatto modificato il precedente provvedimento assunto dalla Corte internazionale dell’Aja che aveva stabilito la carenza di giurisdizione dei giudici italiani in materia. La Suprema corte dunque ha stabilito che i giudici italiani sono invece competenti sulle istanze di risarcimento per crimini di guerra. I tribunali sono perciò titolati ad accertare responsabilità civili di un altro Stato di fronte a «gravissime violazioni commesse nel territorio nazionale a danno di cittadini italiani». Il provvedimento potrebbe dare giustizia alle 128 vittime di Pietransieri a quasi 71anni di distanza dall'eccidio. Tra il 16 e il 21 novembre 1943,infatti, vennero trucidate 128 persone, per lo più donne e bambini, rifugiati nei boschi dei Limmari. Una strage che se non ha un perché, dal momenti che le vittime erano del tutto indifese e disarmate, almeno ora potrà sperare di avere giustizia.
Claudia Sette
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