Strappa fiori e manifesti funebri: un anno di carcere per il medico

26 Maggio 2021

Antonio Federici patteggia la pena nell’udienza preliminare per danneggiamenti e atti persecutori Ha stracciato locandine in ricordo di Tiberio Giorgi, morto a 22 anni investito da un’auto nel 2019

L’AQUILA. Ha patteggiato un anno di reclusione il medico Antonio Federici, 73 anni di Pizzoli, accusato di atti persecutori, furto e danneggiamento di beni demaniali. In particolare gli atti persecutori sono stati compiuti ai danni dei genitori di un ragazzo di Arischia, Tiberio Giorgi, investito e ucciso da un’auto il 20 agosto 2019 (per tale aspetto a settembre è fissata la prima udienza del processo a carico del conducente della macchina). Il procedimento che ha visto imputato Federici non ha però nulla a che fare con quello sull’investimento.
Ieri mattina era fissata l’udienza preliminare per un eventuale rinvio a giudizio. Tutto si è risolto in poco tempo. Il legale del medico, l’avvocato Carlo Benedetti, ha chiesto il patteggiamento. La parte civile rappresentata dall’avvocato Domenico Musicco si è detta contraria. Il pubblico ministero Fabio Picuti non si è opposto. Il giudice Baldovino De Sensi ha quindi accolto la richiesta della difesa. Vediamo più in dettaglio le accuse come emergevano dalla richiesta di rinvio a giudizio di qualche mese fa. Federici avrebbe «con condotta reiterata, arrecato molestia alla madre di Tiberio Giorgi danneggiando ripetutamente i fogli-cartelli commemorativi che la predetta apponeva al palo di segnaletica stradale verticale – che recava la dicitura Stop – collocati sulla Statale 80, vicino al luogo dove era deceduto il figlio». Inoltre «sottraeva dal palo della segnaletica stradale – che riportava la scritta Stop alla intersezione tra la Statale 80 e via Macindole luogo in cui era avvenuto l’incidente stradale – un foglio contenente una poesia e una frase in memoria del giovane, posto dai genitori. In più danneggiava il medesimo palo della segnaletica stradale dove era stato messo il cartello commemorativo, palo che veniva divelto e buttato a terra». A fine dicembre 2019 «strappava il foglio commemorativo affisso su un albero sempre nei pressi dell'intersezione tra la strada Statale 80 e via Macindole». A gennaio 2020 «strappava il cartello in ricordo di Tiberio Giorgi danneggiando nuovamente il palo della segnaletica stradale dove era affisso il cartello, il palo è stato divelto e buttato nella scarpata a valle della Statale 80». L’indagato «imbrattava ancora il cartello di segnaletica stradale con vernice nera, e il 25 gennaio 2020 danneggiava il medesimo palo della segnaletica stradale (di competenza Anas), dove era stato messo il cartello commemorativo, piegandolo». A febbraio «asportava il palo della segnaletica stradale, con il cartello commemorativo, che veniva divelto dalla sede stradale. Strappava il foglio commemorativo e portava via il mazzo di fiori posizionato sul palo della segnaletica stradale con nastro adesivo». Qualche giorno più tardi «tentava di dare fuoco e successivamente strappava e asportava il cartello commemorativo. In altra occasione toglieva il cartello commemorativo sostituendolo con diverso cartello, riguardante un altro defunto, preso dal posto in cui era affisso (ad Arischia, nei pressi di un bar)». Seguono altri episodi simili fino al giugno 2020.
Il legale di parte civile dopo l’udienza ha detto: «Con un’attività di indagine utilizzando telecamere e un detective privato siamo riusciti a smascherare questa persona che quasi ogni mattina strappava foto e messaggi ricordo posti dai genitori di Tiberio sul luogo dell’incidente. Non una parola di scuse né un risarcimento del danno da parte dell’imputato Antonio Federici, vicino di casa della famiglia della vittima. Siamo costretti dopo la condanna penale a portare in giudizio civile Federici per il risarcimento dei danni morali e psicologici arrecati alla famiglia Giorgi già molto provata per la perdita del figlio a seguito di incidente stradale. Per volontà dei genitori di Tiberio il risarcimento sarà devoluto in beneficenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA