Stretta in vista sull’uso dei social

L’AQUILA. Stretta in vista, in Ateneo, sull’utilizzo dei social dopo la sortita del professor Luca Zenobi. La rettrice afferma che «Facebook è un mezzo che va usato con grande cautela». Il...
L’AQUILA. Stretta in vista, in Ateneo, sull’utilizzo dei social dopo la sortita del professor Luca Zenobi. La rettrice afferma che «Facebook è un mezzo che va usato con grande cautela».
Il docente finito nella bufera afferma di essere stato frainteso. «Si tratta», scrive, «di una polemica generata dall’utilizzo decontestualizzato delle mie parole che qualcuno ha diffuso in maniera strumentale. Il mio invito a cambiare ateneo era una provocazione in risposta ad alcune accuse reiterate e ingiustificate verso i docenti del dipartimento e le decisioni prese per gestire l’emergenza: l’insistenza continua sulla scarsa attenzione alla sicurezza, sulla mancanza di cura e addirittura di “empatia” nei confronti dei disagi subiti a causa del maltempo dagli studenti, le false informazioni diffuse in merito a soppressioni di appelli hanno generato un clima di isteria collettiva difficile da dominare. Si è prestato ascolto, rispondendo con pazienza (e chiunque può verificarlo dalle discussioni su Facebook) ai singoli studenti, in un modo che in un ateneo di grandi dimensioni sarebbe impensabile. Lavoro nell’università dell’Aquila dal 2008 e tutti, colleghi e studenti, conoscono l’impegno profuso come docente e di ricercatore, come dimostrano anche le decine di post di solidarietà e di apprezzamento ricevuti in pubblico e in privato. Non ho alcun interesse ad allontanare studenti dall’ateneo in cui insegno».
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