Striscione fascista sotto la sede Pd Giovani Dem: «Un’intimidazione»

Polemica sulla Consulta radunata a Casapound. Oggi presidio antifascista. Pezzopane: «Biondi si dissoci» Il sindaco: «Città tranquilla». L’assessore Ianni: «Prendo le distanze e mi scuso con chi si è sentito offeso»
L’AQUILA. «Dio, patria, consulta». Questo il contenuto di uno striscione affisso sotto alla sede del Pd. Il riferimento è alla riunione insediativa della consulta giovanile del Comune tenuta nella sede di Casapound. Il caso, già in parlamento con l’interrogazione di Nicola Fratoianni (Sinistra italiana), deflagra in città.
«INTIMIDAZIONI»
«Tentano di intimidirci», denunciano i Giovani Democratici, che invocano l’intervento del prefetto e chiedono al sindaco Pierluigi Biondi di «denunciare l’accaduto». La deputata Pd Stefania Pezzopane e il segretario regionale Michele Fina chiedono a Biondi «una condanna della grave intimidazione». Oggi alle 15, in piazza Nove Martiri, presidio antifascista con l’Anpi «in risposta alle provocazioni dei fascisti di Casapound e contro la strumentalizzazione della Consulta». La polemica si allarga. Il centrosinistra attacca i responsabili dell’istituzione giovanile «strumento in mano al centrodestra che invece dovrebbe essere al servizio di tutti i giovani». Ad accendere la miccia la denuncia «di irregolarità non tollerabili da parte del direttivo della Consulta e del presidente Ludovico Caldarelli», pronunciata dal segretario dei Giovani Dem, Paolo Antonelli per il quale «Casapound è partito di destra, ala del movimento Forza nuova che a ottobre ha assaltato la Cgil». A surriscaldare il clima elettorale la comparsa dello striscione, poi eliminato.
«L’AQUILA CITTà TRANQUILLA»
Biondi ha sottolineato che «la Consulta nasce su iniziativa del Comune ma è autonoma» e che «se in questa vicenda ci sono irregolarità o ipotesi di reato, come qualcuno ha fatto intendere, saranno gli organi deputati ad accertarlo. L’Aquila è una città tranquilla e solidale, nella quale vigono la serenità e la correttezza nel pieno rispetto dei diversi pensieri e delle diverse posizioni». L’assessora Maria Luisa Ianni si dissocia. «Sono amareggiata. È un affronto al tipo di visione che ho cercato di dare a quello che potrebbe essere uno strumento vero a uso dei giovani. Ho indicato agli uffici la necessità di inviare una nota alle cariche della Consulta al fine di avere un profilo consono al ruolo che la comunità giovanile e il mio assessorato ha voluto dare. Non intendo banalizzare l’accaduto e ne prendo le distanze. Lo striscione è offensivo delle libertà e della dignità di chi crede in valori che qui, sullo striscione, sono offesi e vilipesi. La Consulta così come costituita sarà invitata a rivedere il modo di orientare le proprie rivendicazioni e ideali altrimenti potrà tranquillamente essere sciolta. Sono sgomenta. Mi scuso con tutti coloro che si sono sentiti offesi».
LE REAZIONI
La deputata Pd Stefania Pezzopane, candidata sindaca, ha definito gli episodi «inquietanti». «La campagna elettorale è iniziata male», ha detto. Ferma la condanna del segretario abruzzese del Pd, Michele Fina: «Condanniamo la grave intimidazione al Pd che è presidio antifascista». Emanuela Di Giovambattista, segretaria aquilana, firmerà una denuncia. «Manca soltanto di ritrovarci da un giorno all’altro col fascio littorio al portone del Comune», dice Mauro Colaianni di Rifondazione comunista. Solidarietà al Pd dalla Cgil. Il Passo Possibile «stigmatizza le scritte deprecabili e offensive». (cr.aq)

