Stroncato da infarto Vincenzo D’Elia voce delle Calze Nere

19 Dicembre 2019

Pescina, era andato a riprendere la moglie sul posto di lavoro Aveva 69 anni. Una vita dedicata alla musica. Oggi l’addio

PESCINA. Va a riprendere la moglie al lavoro e muore stroncato da un infarto. La storica voce delle "Calze nere" se n'è andata così senza che nessuno potesse fare nulla per farlo continuare a vivere. Vincenzo D'Elia, 69enne tecnico radiologo in pensione, era andato come ogni giorno all'ospedale di Avezzano dove lavora la moglie Erminia. In attesa che la consorte, impiegata nella farmacia della struttura ospedaliera, finisse di lavorare è entrato in bagno e si è sentito male. Subito il personale sanitario e i medici presenti sono intervenuti per prestargli soccorso ma, nonostante i numerosi tentativi di rianimarlo, non c'è stato nulla da fare. D'Elia, originario di Pescina, padre di Gianni, Silvi, Irene, e nonno di 5 bambini, si è spento tra le mura di quell'ospedale dove aveva prestato servizio per 40 anni. «Io e Vincenzo abbiamo trascorso un pezzo di vita insieme», ha ricordato Gabriele Zarroli, collega di D'Elia nel reparto di radiologia, «tra di noi c'è sempre stata grande complicità perché lui, come me, è sempre stato una persona semplice che amava stare tra la gente. Per me era più di un amico, era un fratello, anche perché abbiamo iniziato insieme nel reparto di radiologia e siamo andati in pensione a distanza di pochi anni, la sua scomparsa mi ha addolorato». D'Elia, parallelamente al lavoro nel reparto di radiologia, portava avanti la passione per la musica. Era infatti la voce e il basso della storica band "Calze nere" che negli anni '60 e '70 faceva impazzire i giovani marsicani. L'aveva messa su insieme ad alcuni amici. "Il gruppo è nato nei primi anni '60 a Pescina con Sergio Iacone, che in seguito abbandonerà, Vincenzo D'Elia, Ilvo Mastrodicasa, Giuliano Pignataro, Aldo Lacapruccia», ha raccontato Pino Pulcinelli, «poco dopo si aggiunse Giuseppe Malandra, poi sostituito da Massimo Parisse. Poi arrivai io e il gruppo acquisì "importanza" con l'introduzione del cantante solista. Questa formazione durò a lungo, fino al ritiro forzato, per motivi di lavoro, di Aldo. Al suo posto, alle tastiere, si sono alternati vari musicisti tra i quali emerge Albano Pandoli. Alla batteria si sono poi, nel tempo, alternati a Pignataro, Giovanni Caniglia e Tonino Marini. Il gruppo è rimasto in attività per oltre 40 anni. A detta dei tanti estimatori il complesso ha avuto un solo difetto: essere rimasto radicato rifiutando offerte che avrebbero permesso un’adeguata consacrazione artistica. Funerali oggi, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Pescina.
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