Studente morto nel crollo: «Le colpe sono sue al 100%»

Il giudice Croci: «Il 22enne Bianchi doveva uscire di casa, incauto il suo comportamento»
L'AQUILA - La voce ha il tono pacato della compostezza e della dignità. Ma anche della rassegnazione. Il 14° anniversario del sisma dell'Aquila ha riacutizzato il dolore. Come lo ha fatto, esattamente un anno fa, nell'aprile 2022 la sentenza emessa dal giudice del Tribunale dell'Aquila, Monica Croci secondo la quale Nicola Bianchi, studente di 22 anni di Monte San Giovanni Campano (Frosinone), morto la notte del 6 aprile 2009 nel crollo della palazzina in via Gabriele D'Annunzio, ha avuto un comportamento incauto non uscendo di casa. Nel processo civile gli è stato attribuito il 100% della colpa.
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