Studenti al Parco del Sole: «Il nostro 6 aprile»

3 Aprile 2019

Sabato pomeriggio assemblea aperta a tutta la città. Prosperococco (Scuole sicure): «Tutto da fare»

L’AQUILA. Con le loro voci, i loro colori e le loro idee di futuro, gli studenti di tutte le scuole superiori della città torneranno a riempire l’Amphisculpture dell’architetto statunitense Beverly Pepper nel pomeriggio di sabato, in occasione del decennale. «Un’assemblea aperta a tutta la città, per ricordare, riflettere e dare un senso vero a questo giorno e al nostro futuro», come spiega il rappresentante del Cotugno, Tommaso Cotellessa.
«Sarà molto importante essere presenti a questo evento». L’incontro intende anche fare il punto della situazione sulla ricostruzione degli edifici scolastici: una ricostruzione quasi completamente paralizzata. Basti pensare che, a dieci anni dal sisma, sono ancora 32, sui 36 costruiti nel 2009, i Musp (Moduli a uso scolastico provvisori) attivi in tutto il territorio aquilano e che le uniche scuole ricostruite in muratura sono due realtà private. Un’intera generazione di ragazzi, insomma, non ha mai seguito le lezioni in una scuola “vera”. Caso emblematico proprio quello del Cotugno: smembrato in quattro Musp, dopo la chiusura dell’edificio di Pettino. Il problema scuole è una delle note maggiormente dolenti di questo decennale, secondo studenti e associazioni, come ripete da anni Massimo Prosperococco, portavoce del Comitato Scuole Sicure L’Aquila, che spiega: «Dieci anni senza dubbio sono il tempo giusto per tirare alcune somme. La mancanza completa di scuole nuove e sicure è la più grossa ombra che grava sulla ricostruzione, con responsabilità pesanti delle amministrazioni pubbliche che si sono succedute. Più volte ci siamo sentiti ripetere che la bacchetta magica non la possiede nessuno: ne sono certo perché non esiste la magia, ma esiste la volontà e la centralità politica di un’azione amministrativa che deve risolvere il problema, come troppo spesso e inutilmente promesso durante le campagne elettorali».
Problema che non è certo quello dei fondi, stando alle cifre snocciolate dallo stesso Prosperococco: 44 milioni, disponibili da anni e in gran parte non utilizzati. «Nelle scuole tutti i giorni vivono le nostre cose più preziose, i semi del futuro di questa città, i nostri figli, e questo frequentemente viene dimenticato», conclude.
«L’impegno di molti in questi anni ha fatto in modo che il problema scuole sicure in questo decennale del sisma sia al centro dell’attenzione dei media nazionali e internazionali. Il 7 aprile, nuovamente i riflettori si spegneranno sulla città e spero che tra altri 10 anni, nel 2029, non staremo ancora qui a parlare di scuole da ricostruire, ma di una bellissima città da far invidia». (m.c.)
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