Studenti premiati in ricordo di Angelo

All’auditorium del Parco del Castello i riconoscimenti per il concorso “Nel silenzio ti ascolterò”
L’AQUILA. La maggior parte dei ragazzi che ieri mattina si è ritrovata all’auditorium del Parco del Castello probabilmente Angelo Rosati non lo ha potuto conoscere. Ed è un peccato. Perché Angelo era un ragazzo davvero speciale e meraviglioso, amato da tutti, dai compagni, dai suoi insegnanti e dagli amici. Nel 2011, quando è volato via a soli 21 anni, la mamma Fabiola Sarra ha deciso di aprire una associazione di volontariato. “Il sorriso di Angelo” è una onlus che si occupa della sordità prelinguale, una grave compromissione della funzione uditiva esistente o comparsa precocemente, irreversibile, la sindrome di cui Angelo soffriva. E ieri, all'auditorium del Parco, davanti a una folla di ragazzi, bambini e docenti delle scuole aquilane, c'è stata la premiazione del concorso culturale provinciale “Nel silenzio… Ti ascolterò!”. Non era solo un momento per ricordare un giovane che se ne è andato troppo presto, ma l’occasione per diffondere e divulgare, tra i bambini e i ragazzi, sani messaggi riguardanti l’inclusione e la diversità. Si partiva dai bambini della scuola dell’infanzia per arrivare ai ragazzi della scuola secondaria di 2° grado, insieme agli insegnanti e ad alcuni dirigenti scolastici. Fra cento elaborati che sono arrivati, la giuria, composta dal presidente Stefano Carnicelli, e poi da Bice Sabatini, Carla Gonnelli, Arnaldo De Paolis, Sonia Bucci e Angelo De Nicola, ha avuto il suo bel da fare per scegliere i migliori elaborati.
Oltre a premi in denaro, erano previste menzioni speciali e distribuzione di libri. E ogni partecipante ha ricevuto un diploma di merito e una nota critica relativa all’opera presentata al concorso. In occasione dell'evento, l'editore Alessio Masciulli ha pubblicato anche un’antologia del premio, contenente tutte gli elaborati del concorso. Alla cerimonia di premiazione, tra gli altri, il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente del consiglio comunale Roberto Santangelo e il consigliere Livio Vittorini. «Angelo sapeva leggere il labiale», racconta la mamma Fabiola, «e in questo modo riusciva a comunicare con gli altri nonostante la sua sordità». «Aver vissuto tramite mio figlio questo problema», continua nel suo racconto, «mi ha permesso di comprendere le difficoltà che si attraversano e che inevitabilmente ricadono sui familiari o su coloro che vivono insieme alla persona affetta da tale disabilità. Si tratta di patologie che per essere affrontate richiedono elevati costi finanziari, umani ed organizzativi, nonché la necessità di strutture idonee ed operatori specializzati nel campo sanitario ed educativo-scolastico».
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