Studenti via da Sulmona almeno per un anno

23 Ottobre 2014

Dure accuse a Ranalli: parla di coesione territoriale e poi rifiuta la vicina Pratola Del Corvo, Di Nino e il preside Di Paolo: oggi è l’unica alternativa possibile

SULMONA. Il trasloco degli studenti del De Nino-Morandi all'Itis di Pratola Peligna si protrarrà per almeno un anno. Questi sarebbero i tempi tecnici per far tornare fruibile almeno un'ala dell'immobile posto sotto sequestro dalla Procura dell'Aquila. E non si placa la protesta.

Ieri mattina, il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che ha incontrato i rappresentanti di studenti e genitori nella biblioteca del liceo scientifico Fermi, è stato accolto con slogan e striscioni. Scettici sul trasferimento a Pratola anche alcuni docenti che hanno ribadito la necessità di far restare gli istituti tecnico commerciale e per geometri a Sulmona. Ma sia il dirigente scolastico Massimo Di Paolo, sia i vertici della Provincia, il presidente Del Corvo e la vice Antonella Di Nino, difendono la scelta dettata dalla prorità di garantire continuità didattica e il diritto allo studio a 320 studenti. La Provincia ha già sottoscritto un accordo con l'Arpa per garantire collegamenti dedicati e gratuiti in modo tale che i ragazzi, compresi i portatori di handicap, non debbano usufruire delle corse di linea. Le polemiche sullo spostamento dei due istituti da un Comune all'altro sono state liquidate come «sterile campanilismo nel periodo in cui si parla di coesione territoriale». Mugugni anche tra le famiglie. «Non c'è nessuna dietrologia», ha sottolineato con fermezza il dirigente scolastico, «io ho fatto quello che mi impone lo Stato: garantire il diritto allo studio che non si può ridurre a un accampamento di studenti attrezzato in sedi non idonee. È stata valutata la situazione, avvenuta all'improvviso, insieme al collegio docenti ed è emersa la necessità di ridurre al minimo il disagio. Il percorso di studio degli istituti tecnici commerciale e per geometri richiede struttura didattica specifica», ha continuato, «il polo scientifico ha a disposizione a 8 km un istituto moderno attrezzato per accogliere in sicurezza e con efficienza gli studenti». L'Itis di Pratola, di recente costruzione, ha a disposizione spazi idonei e laboratori, condizione che ha fatto bocciare a priori dalla Provincia e da Di Paolo e dal collegio docenti le alternative proposte dal Comune di Sulmona, ovvero le scuole medie Serafini e Capograssi e l'immobile dell'ex Croce Rossa. «La dimensione della discussione –Pratola si Pratola no – fa accapponare la pelle», ha aggiunto Di Paolo, «resta l'unicità di intenti affinché la situazione duri il minor tempo possibile, ma si tratta di una scelta fatta in scienza e coscienza». Il timore è che il trasferimento degli istituti scolastici si possa protrarre per anni, come già avvenuto per il liceo classico Ovidio, sgomberato all'indomani del sisma del 2009. La differenza, però, è che per il De Nino-Morandi è già disponibile un finanziamento di 4 milioni di euro. «La decisione presa è la più adatta alla situazione di emergenza e l'industriale di Pratola», sono intervenuti Del Corvo e la Di Nino, «rappresenta, al momento, l'unica alternativa possibile in termini di logistica e offerta strutturale. Il rientro, dopo i lavori di messa in sicurezza, è previsto entro 12 mesi dalla firma del titolare dell'ufficio speciale per la ricostruzione. Il Prefetto si è impegnato a sollecitare direttamente il responsabile per l'apposizione della firma, così tutto l'iter dovrebbe procedere, sperando sempre di incappare in una ditta onesta. Restiamo, comunque, in attesa che il Comune offra ipotesi di locali alternativi idonei, con palestre e laboratori».

Chiara Buccini

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