Stupra una ballerina, operaio arrestato

Si apparta dopo la serata al Bingo e le punta un coltello alla gola. Altra vittima, l’estate scorsa, denunciò: «Lo rifarà»
AVEZZANO. Violentata dopo la serata al bar, con un coltello puntato alla gola. Dopo gli abusi riesce a fuggire dall’auto, a rifugiarsi in un casolare e a far arrestare il suo presunto stupratore. È stata una notte da incubo quella vissuta da una ballerina romena di 40 anni, intrattenitrice in un night di Celano.
In cella è finito Massimo Di Toro, operaio piastrellista avezzanese di 50 anni, già sotto inchiesta per un altro caso di violenza sessuale, sempre nei confronti di una ballerina straniera di night. «Lo rifarà», aveva dichiarato al Centro la presunta vittima dello scorso agosto, subito dopo la scarcerazione del 50enne. Secondo il giudice, però, era «carente il presupposto della gravità indiziaria», caratteristica necessaria per emettere le misure cautelari.
Ma ieri Di Toro è tornato di nuovo in carcere, in attesa dell’udienza di convalida. L’uomo è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Avezzano, guidati dal commissario capo Paolo Gennaccaro. È accusato di violenza sessuale ai danni di una donna. Una violenza choc, stando al racconto della romena, avvenuta alla vigilia della Festa della donna. L’uomo, la scorsa notte, come nell’altro caso, avrebbe offerto un passaggio in auto alla donna, conosciuta all’interno del night. Prima si è diretto al Bingo di Cappelle dei Marsi. Dopo una ventina di minuti nel locale da gioco ha scelto di andare in aperta campagna, vicino al cimitero di Antrosano. A quel punto avrebbe impugnato un grosso coltello che era nella macchina e avrebbe minacciato la ballerina. Approfittando di un attimo di distrazione, però, la giovane è riuscita ad aprire lo sportello e a fuggire. Correndo nel buio seminuda, tra i campi, senza meta per oltre un chilometro, è riuscita a trovare rifugio in un casolare, dove è arrivata in preda al panico. Gli inquilini l’hanno soccorsa e hanno chiamato il 113. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra anticrimine, coordinati dal sostituto commissario Gaetano Del Treste. Hanno ascoltato la donna e dopo una serie di riscontri sono riusciti a identificare l’avezzanese, raggiunto a casa e arrestato. Alle indagini hanno collaborato gli agenti della squadra mobile dell’Aquila.
Il pubblico ministero, Roberto Savelli, ha disposto l’arresto in carcere. Quello di Di Toro, secondo gli inquirenti, sarebbe un comportamento seriale e oltre all’episodio di agosto potrebbero esserci altri casi non denunciati.
L’avezzanese, difeso dall’avvocato Roberto Verdecchia, era stato arrestato appena sei mesi fa con l’accusa di violenza sessuale e sequestro di persona nei confronti di un’altra entraineuse tenuta per ore nella sua auto. Malmenata, immobilizzata e imbavagliata con uno straccio sulla bocca, la ragazza era stata più volte chiusa nel bagagliaio, ma era riuscita a chiedere aiuto con il cellulare nascosto negli stivaletti. La ragazza, alla fine, era stata liberata e fatta salire sul sedile del passeggero. All’arrivo dei carabinieri era stata accompagnata al pronto soccorso per verificate le lesioni causate dalle violenze e dalle botte. Infine aveva ricevuto due sms minacciosi, inviati dall’arrestato prima di essere rinchiuso nel carcere di Avezzano, che annunciavano una vendetta poiché aveva parlato e lo aveva denunciato.
Pietro Guida
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