Su e giù in bici contro la guerra Così gli ucraini cercano serenità

16 Marzo 2022

Gli atleti nazionali accolti negli alloggi del Progetto Case provano a dimenticare gli orrori del loro Paese Il 16enne Kovtunenko: «Non voglio rinunciare ai miei sogni: Mondiale, Giro d’Italia e Tour de France»

L’AQUILA. I completi blu e giallo, i colori dell’Ucraina sulle due ruote sfilano su via San Lorenzo, la via che dalla frazione di Pianola conduce a Roio Poggio. Lì c’è il quartiere del Progetto Case che ospita atleti e staff della nazionale di ciclismo Under 23, Elite e Juniores ucraini. Da giovedì scorso, la delegazione di 24 persone (20 atleti e 4 dirigenti) ha raggiunto il capoluogo direttamente da Fiumicino, dove per loro era stato organizzato un volo dalla Turchia. Si trovavano lì al momento dell’inizio del conflitto con la Russia e sono rimasti bloccati, senza alcuna possibilità al momento di rientrare in patria. Sui pedali, con loro, c’è Chiara Ciuffini, classe 1985, originaria di Paganica, che si è fatta un nome nel ciclismo femminile portando a casa le più importanti GranFondo, nel 2013 ha vinto anche il mondiale amatori. Nel 2014 e 2015 si è imposta sul medio e nel lungo alla maratona delle Dolomiti. È sui pedali anche come ambassador di Specialized. La mobilitazione della Federciclismo, che ha dirottato all’Aquila il prossimo consiglio federale, nel weekend del 26-27 marzo, ha permesso agli atleti di partecipare a prove regionali o nazionali già da domenica 20 marzo come il Gran Premio San Giuseppe di Montecassiano, nel Maceratese (Elite e Under 23) o La Corsa di Sandro a Guardia Vomano.
serenità cercasi
«Stiamo cercando di ritrovare serenità sui pedali», valuta il sedicenne Vladislav Kovtunenko. «Eravamo al lavoro in Turchia e siamo arrivati qui in questo momento difficile. Ma non rinuncio ai miei sogni: il campionato del mondo su strada o qualche corsa a tappe come il Giro d’Italia o il Tour de France». Infatti, tra i suoi idoli c’è Tadej Pogacar, vincitore dell’ultima edizione della principale corsa a tappe francese. A rappresentare il gruppo, il responsabile Sergiy Grechyn, nome importante del ciclismo ucraino. «Siamo grati a questa comunità», sottolinea, «anche per tutti gli sforzi che si stanno facendo per permetterci di allenarci e distrarci dalle notizie che ci arrivano».
l’accoglienza
Ad accogliere gli atleti, al termine della mattinata di allenamenti, una delegazione composta dal sindaco Pierluigi Biondi, il presidente regionale della Fci Abruzzo Mauro Marrone, il presidente regionale Coni, Enzo Imbastaro, la giornalista Francesca Monzone e l’assessore regionale, Guido Quintino Liris. «L’Abruzzo», spiega quest’ultimo, «si è dimostrato al passo coi tempi e all’altezza di questi tempi difficili. Abbiamo scelto di accogliere questo gruppo di atleti ucraini nelle costruzioni post-sismiche e oggi stiamo distribuendo delle sim card per permettere a questi ragazzi di tenersi in contatto con i loro cari. La nostra solidarietà non si limita all’accoglienza», aggiunge. «Stiamo lavorando per attivare corsi di italiano e altre attività culturali che facilitino l’integrazione». Presente anche l’assessore comunale Francesco Cristiano Bignotti, in tenuta ciclistica, nella scia del gruppo di atleti ucraini. «Sappiamo bene cosa voglia dire stare lontani, forzatamente, dalla propria casa», ricorda il primo cittadino Biondi. «L’Aquila è pronta a restituire la grande generosità manifestata nei suoi confronti dalla comunità nazionale e internazionale dopo il terremoto. Siamo pronti ad accogliere un gruppo importante di persone, a seconda delle richieste del coordinamento. Abbiamo comunque raccolto 86 quintali di beni, tra viveri e vestiario, medicine e giocattoli, per le donne e i bambini in fuga dalla guerra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA