Su palazzo Camponeschi lo striscione per Regeni

20 Settembre 2017

Rimosso dal sindaco dalla sede del Comune, rispunta per la Notte degli sharper Messaggio dell’Università che chiede la verità per il ricercatore ucciso in Egitto

L'AQUILA. Da palazzo Fibbioni a palazzo Camponeschi. Dalla sede del Comune a quella dell’Università. Lo striscione giallo della campagna nazionale di Amnesty International, che chiede “Verità per Giulio Regeni”, da ieri, campeggia sulla sede centrale dell’ateneo aquilano. In occasione della Notte dei ricercatori, l’Università ha voluto lanciare un messaggio chiaro, dopo le polemiche per la rimozione dello striscione dalla sede comunale per questioni di “decoro urbano”. E la data scelta non è casuale: proprio oggi Univaq Streeet Science organizza una staffetta in occasione della riconsegna di palazzo Camponeschi, dove verrà portata la bandiera della ricerca, dopo un percorso che toccherà tutte le sedi universitarie cittadine. Si parte alle 10 dal polo di economia per proseguire verso il blocco 11 di Coppito. A seguire, Felix, il polo di Roio, il Rettorato e, infine, palazzo Camponeschi, dove si arriverà alle 17,30. L’esposizione dello striscione ha colto un po’ tutti di sorpresa, dopo le polemiche dei giorni scorsi, anche in seno al consiglio comunale.
Il sindaco Pierluigi Biondi ha assicurato che «verrà riaffisso, ma in un’altra sede, forse in via Avezzano. È stato rimosso per motivi di sicurezza, ma se dovessimo affiggerne uno per ogni nostro connazionale ucciso, il Comune diventerebbe un tazebao».
Dichiarazioni che hanno fatto infuriare il consigliere della Coalizione sociale Carla Cimoroni, che ha replicato: «Viene da chiedersi quale concetto di decoro urbano abbiano in mente il sindaco e la sua maggioranza. Il centro storico è preda dell’incuria e della trascuratezza e il Comune parla di decoro urbano per una scritta che ricorda un nostro connazionale ucciso».
Lo striscione fu appeso fuori palazzo Fibbioni a marzo 2016, dopo l’approvazione all’unanimità, in consiglio comunale, di un ordine del giorno proposto da Appello per L’Aquila. Il Comune lo ha rimosso in concomitanza con la Perdonanza, in quanto danneggiato a uno degli appigli. Ma, poi, ha deciso di non riaffiggerlo. Almeno, non a palazzo Fibbioni e di valutare la collocazione in un altro edificio istituzionale, che non sia quello di rappresentanza della municipalità aquilana.
Ed ecco che l’Università ha fatto una scelta in controtendenza: lo striscione di Amnesty International in bella vista, sulla sede storica di palazzo Camponeschi, nella notte che celebra la ricerca e l'innovazione. Per non dimenticare la tragedia di un giovane ricercatore, perché il suo ricordo non svanisca nel nulla.
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