Subappaltatori non pagati Cialente va in Procura

1 Dicembre 2014

Il sindaco: «Molte imprese affidatarie presentano false autocertificazioni per incassare gli stati di avanzamento dei lavori eseguiti, però, da altre ditte»

L’AQUILA. «Presenterò un esposto alla Procura della Repubblica. Sono certo che le indagini non tarderanno a partire». Lo annuncia il sindaco Massimo Cialente, in merito all’ennesima vicenda di «malaffare» che coinvolge il processo di ricostruzione. Un centinaio di subappaltatori, impegnati nei cantieri cittadini e del cratere sismico», secondo quanto riferito da Cialente, «hanno denunciato un giro di false autocertificazioni, presentate dalle imprese edili affidatarie degli interventi, attestanti pagamenti mai avvenuti».

Il tutto per incassare gli stati di avanzamento dei lavori, i cosiddetti Sal, per opere eseguite dalle piccole ditte subappaltatrici. Oggi in Comune si terrà una riunione straordinaria, convocata dall’assessore Pietro Di Stefano su richiesta dello stesso sindaco, «per capire bene la situazione e come intervenire».

In un lunga nota scritta su Facebook il primo cittadino si chiede «cosa aspettano questi subappaltatori a denunciare al Comune le imprese e ad andare loro stessi alla Procura, oppure a dare a noi gli strumenti per andare? Ma i direttori dei lavori, pagati tutti benissimo, non vedono, non sentono, non parlano?».

Cialente ricorda che si tratta di «una vicenda che da tempo abbiamo denunciato. Circa due anni fa il Comune provò, con scarsissimo successo, ad organizzare un incontro tra le associazioni delle imprese edili ed artigianali della provincia. L’idea era l’uovo di colombo. Creare una filiera: fornitori aquilani o abruzzesi, subappalti ad imprese abruzzesi ed aquilane, manodopera il più possibile abruzzese ed aquilana. Non che avessi inventato niente. La ricostruzione del Friuli fu soprattutto questo. Successo dell’operazione nullo. È mancata e manca la volontà, forse non c’è stato l'interesse delle organizzazioni regionali, ad accezione del Comune dell’Aquila, delle altre istituzioni, in primis la Regione, e poi delle Camere di Commercio».

«Molti», sottolinea il sindaco Cialente, «se ne sono letteralmente fregati. In ballo c’erano altri interessi: magari ottenere ribassi maggiori da imprese che operano in zone del Paese, dove non si vede un’ora di lavoro da anni. Se sono in 150 a dichiarare, o meglio a denunciare questa situazione, cioè di false autocertificazioni di avvenuti pagamenti, credo che il fenomeno sia da moltiplicare almeno per tre o quattro. Stiamo cercando di porre rimedi a queste gravissime situazioni con la nuova legge», conclude il primo cittadino, «ma io credo molto nella responsabilità della filiera della ricostruzione privata: anzitutto i proprietari, poi gli amministratori di condominio e infine i direttori dei lavori».

Romana Scopano

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