«Sui fondi alla cultura solo improvvisazione»

8 Luglio 2018

L’AQUILA. Improvvisazione, discrezionalità nello scegliere direttamente i beneficiari dei contributi per la cultura. E allarme per i fondi del 4% del terremoto, che nel 2021 non ci saranno più.«Quella...

L’AQUILA. Improvvisazione, discrezionalità nello scegliere direttamente i beneficiari dei contributi per la cultura. E allarme per i fondi del 4% del terremoto, che nel 2021 non ci saranno più.
«Quella dei Cantieri dell’Immaginario 2018 è una storia fatta di improvvisazione e autoreferenzialità», ha detto ieri in conferenza stampa Carla Cimoroni, capogruppo in consiglio comunale di Coalizione Sociale. «Prima la chiamata diretta a totale discrezione, senza alcun avviso pubblico, di alcune istituzioni culturali della città, per mettere insieme un cartellone di attività estive», ha affermato la Cimoroni, «a seguire, dopo 1 anno di silenzio, arriva l’atto di indirizzo 2018 per il programma di sviluppo culturale finanziato con il 4% dei fondi per la ricostruzione: i Cantieri dell’Immaginario, su individuazione diretta e discrezionale dell’amministrazione, riceve 240 mila euro. Infine, arriva l’individuazione del direttore artistico che, dietro compenso di 20 mila euro, dovrà raccogliere le proposte artistiche delle istituzioni culturali, collezionare il programma della manifestazione, collaborare con il Tsa nell'organizzazione logistica. Cioè tutto quanto è stato già fatto di gran corsa nel mese precedente. Una gestione frettolosa e improvvisata», ha sostenuto – Cimoroni. «Tutto questo non lo fa l’assessorato alla Cultura, con il suo settore, che non tocca palla e si accontenta di fare presenza in conferenza stampa e gestire il misero capitolo del bilancio della cultura, ma il sindaco, con la segreteria generale».
«Raccontata così ci sarebbe da sorridere, se non fosse che la scelta delle istituzioni coinvolte tramite chiamata diretta ha suscitato prevedibili e sacrosante polemiche da parte degli esclusi a priori», ha sottolineato la Cimoroni, «polemiche che certo non fanno bene a un tessuto composto da piccole e grandi realtà che – a chiacchiere lo dicono tutti – dovrebbero fare rete e creare sinergie. Ci sarebbe da sorridere», ha concluso, «se non fosse che un tesoretto così importante, ma limitato nel tempo – 13,2 milioni in 5 anni, a scendere, dal 2016 al 2020, e quest'anno siamo già al giro di boa – potrebbe e dovrebbe essere finalizzato, anche nello spirito iniziale, a far crescere professionalità e competenze, a promuovere un “incubatore della creatività”. E invece il budget più cospicuo è dedicato a eventi e iniziative programmati all'ultimo minuto solo a “riportare gli aquilani in centro”, rischiando di non avere alcun seguito a partire dal 2021 quando saranno finiti i fondi».
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