«Sull’irriguo passi avanti» L’Arap respinge le accuse

Il direttivo replica a Confagricoltura: «Iter per il Fucino lungo, presto altre novità» Secondo l’azienda, per il progetto esecutivo servono autorizzazioni ambientali
AVEZZANO. Non ci sta l’Arap a incassare le accuse di «inadeguatezza» lanciate da Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila, in merito alla realizzazione dell’impianto irriguo del Fucino, e difende il proprio operato nella risoluzione del complesso iter che dovrebbe portare al completamento dell’opera attesa dall’intero comprensorio fucense. «L’affermazione in questione dimostra la radicale strumentalità della posizione e manifesta una non corretta conoscenza dello stato delle cose sull’avanzamento dell’iter del progetto e sulla oggettiva complessità tecnica ed autorizzatoria dell’opera», si legge in una nota dell’intero consiglio di amministrazione, a firma del direttore generale Antonio Morgante, del presidente Giuseppe Savini, della vicepresidente Mariella Iommi e del consigliere Gianni Cordisco. L’Arap, finita nel mirino delle critiche di Confagricoltura per i «ritardi» nella costruzione dell’irriguo fucense, ripercorre tutte le azioni intraprese a sostegno del progetto: «Abbiamo affidato la progettazione con gara pubblica a professionisti di rilievo nazionale e di comprovata competenza per opere idrauliche di portata similare. Prima di tale passaggio, e con la convinta adesione di Confagricoltura, veniva redatto il nuovo progetto di fattibilità tecnico economica e nella scorsa primavera sono iniziati i rilievi topografici, le analisi chimiche dei terreni, la campagna di misura delle portate del fiume Giovenco e delle sorgenti, le analisi chimico fisiche delle acque, il prelievo e conseguente analisi dei campioni di terreno per indagine pedologica, i prelievi ed analisi campioni di terreno per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo, le indagini e studi per la redazione dello studio di impatto ambientale e la misure di portata dei 19 pozzi». L’Arap fissa in un anno i tempi per l’approvazione del progetto esecutivo, «dopo le autorizzazioni di natura idraulica e ambientale». «Grazie del presidente Marsilio e del vicepresidente Imprudente», aggiunge il direttivo, «i tempi sono stati velocizzati in modo da addivenire in tempi ragionevoli alla gara per l’esecuzione dell’opera, tanto che, nelle prossime settimane, ci saranno novità importanti sulla conclusione di un pezzo importante dell’iter complessivo». «Chi parla di inadeguatezza», conclude l’Arap, «non immagina cosa sia un’opera pubblica, soprattutto se quest’ultima è la più grande opera sul Fucino dal suo prosciugamento, con le relative implicazioni autorizzatorie che, di norma, portano via mesi di tempo».
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