Sulmona: deve pagare la Tari, ma è morto da due anni

15 Novembre 2017

Panfilo Pantaleo era dipendente del Comune e la casa “tassata” era inagibile I familiari: una situazione assurda e più volte segnalata a palazzo San Francesco

SULMONA. Arriva la tassa sui rifiuti (Tari) riferita al saldo del 2017. L’importo totale è di 127,70 euro, spalmati su 12 mesi e riferiti ad un appartamento di 60 metri quadri in via Gorizia con due occupanti. Nulla di strano se non fosse che l’intestatario della bolletta, Panfilo Pantaleo, è morto da due anni e che la casa a cui si riferisce è inagibile con tanto di ordinanza di sgombero. E in più c’è che Pantaleo lavorava per il Comune.
Questo l’ultimo dei paradossi a palazzo San Francesco, che cade nel caos generale del calcolo della tassa sui rifiuti, dopo le indicazioni del ministero delle Finanze che impongono ai Comuni di non calcolare più volte le pertinenze (garage o fondaci) riferite ad una stessa abitazione nel computo della parte variabile della tariffa. Dopo il caso scoppiato ad Introdacqua, destinato a riguardare probabilmente anche Sulmona, con l’avviso di pagamento ad un utente deceduto da due anni (per giunta lavoratore del Comune) e riferito ad un appartamento inagibile, si è andati, però, davvero oltre. Come fanno notare i familiari del defunto.
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