Sulmona ferma i rifiuti aquilani: bloccati i camion diretti al Cogesa

Chiuse le porte della discarica di Noce Mattei, è il primo avvertimento dopo mesi di forti tensioni Massimi (Asm): individueremo la soluzione, ma l’immondizia non resterà per le strade del capoluogo
SULMONA. Lunedì era in programma la riunione del controllo analogo con importanti punti all’ordine del giorno. Si doveva parlare del bilancio di previsione e della crisi che da tempo sta interessando la società. Oltre che della spinosa questione dei rifiuti conferiti nell’impianto del Cogesa dal Comune dell’Aquila, con la convenzione ormai scaduta (da otto mesi e mai rinnovata). Ma alla riunione si sono presentati solo 11 sindaci, tanto che il controllo analogo è andato deserto. E il primo effetto è stato eclatante: dopo mesi di rinvii, avvertimenti e preventivi rifiutati, il Cda del Cogesa, tornato in sella in virtù della sentenza del tribunale delle imprese dell’Aquila, ha detto basta ordinando di chiudere le porte ai rifiuti aquilani. Ieri mattina, due camion di immondizia dell’Asm provenienti dal capoluogo della regione sono stati rispediti al mittente. Un brutto colpo per la società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti che rischia di avere pesantissime ripercussioni all’Aquila. «In questo momento non vogliamo alimentare polemiche che sarebbero solo inutili e non risolverebbero il problema», afferma Lanfranco Massimi, presidente dell’Asm, «il problema esiste in riferimento all’individuazione di una soluzione con il Cogesa o alternativa. Di una cosa sono sicuro: l’immondizia non resterà per le strade dell’Aquila». Dal Cogesa, però, sembrano fermi sulle proprie posizioni. L’Asm non potrà più scaricare nell’impianto e nella discarica di Noce Mattei a Sulmona, fino a quando non regolarizzerà la propria posizione debitoria. Subito il pregresso e nel giro di qualche settimana arrivare a definire i termini del nuovo contratto, scaduto il 31 dicembre scorso e mai rinnovato. «Credo che tutto si risolverà in pochi giorni, anche perché avevamo già da tempo avviato un’interlocuzione con l’Asm che aveva portato alla definizione di una bozza d’accordo», afferma Sandro Ciacchi, membro del cda, «l’importante è che l’Asm versi subito il pregresso al Cogesa affinché i camion con i rifiuti aquilani possano di nuovo tornare a scaricare nei nostri impianti». L’immondizia proveniente dal capoluogo di regione, occupa all’incirca la metà della discarica, finora a prezzi fuori mercato, molto più bassi rispetto alla tariffa fissata per la maggior parte dei Comuni soci. Nell’ultima proposta fatta dal Cogesa all’Asm, si parlava di 158 euro a tonnellata, invece dei 110 finora versati e che l’Asm ha continuato a pagare.
Insomma, la situazione per il Cogesa è molto chiara: «O gli aquilani si adeguano alla loro proposta oppure dovranno portare altrove i loro rifiuti, quasi totalmente indifferenziati, più nocivi e inquinanti».
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