Sulmona, il racconto di una giovane: "Ecco come sono uscita dal tunnel della droga"

28 Febbraio 2016

L'intervento al teatro “Caniglia” stracolmo di studenti sulmonesi. Alla ragazza venne data in discoteca ecstasy tagliata con veleno per topi

SULMONA. Una storia di sofferenza ma anche di ritrovata serenità, dall’esperienza della tossicodipendenza al suo superamento. Fino alla missione di dare una speranza a chi è ancora dentro il tunnel della droga. Una storia che arriva dritta al cuore. È la storia che Giorgia Benusiglio ha raccontato ieri ai ragazzi dell’Istituto d’Istruzione Ovidio. Un lungo incontro, in occasione della Giornata della legalità che si è tenuto nel teatro “Caniglia” strapieno di studenti. Giorgia, a 17 anni, durante una serata in discoteca decise di drogarsi con mezza pasticca di ecstasy che spacciatori privi di scrupoli avevano tagliato con polvere di veleno per topi.

L’effetto fu drammatico e devastante: la giovane finì all’ospedale Niguarda di Milano con un’epatite tossico-fulminante. La sua vita rimase per giorni appesa a un filo e non ce l’avrebbe fatta se proprio in quei giorni non avesse perso la vita un’altra ragazza in un incidente stradale che rese possibile il trapianto di fegato. Da quel momento Giorgia promise a se stessa e a suo padre Mario che, se fosse sopravvissuta, sarebbe andata tra i giovani a fare della sua esperienza una lotta decisa contro la droga e l’uso di ogni forma di sostanze stupefacenti. Il trapianto riuscì ma non perfettamente e ancora oggi ne sconta le conseguenze con terapie e visite periodiche.

Ma Giorgia, ha mantenuto la vecchia promessa fatta nel 2007. Il primo incontro con i giovani e con gli studenti fu a Milano e da lì in poi arrivarono richieste per decine e decine di interventi, ovunque. Nel 2010 la storia culminò con libro che da quel momento ha amplificato l’effetto della sua testimonianza: “Vuoi trasgredire? Non farti!”. Ieri Giorgia, in un clima assai coinvolgente, ha ripercorso le tappe della sua esperienza. I ragazzi hanno seguito con attenzione il suo racconto e, alla fine, le hanno posto domande, dando vita a un interessante dialogo, a tratti anche abbastanza vivace.

Domande che hanno ruotato quasi tutto attorno all’uso e agli effetti delle sostanze stupefacenti. «Non hanno voluto approfondire la mia storia ma conoscere particolari delle droghe gli effetti e le conseguenze», ha commentato Giorgia, al termine dell’incontro. «Ai ragazzi ho raccomandato di essere sempre attenti all’uso delle droghe e di non lasciarsi ingannare dalla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, perché tutte, indistintamente, hanno effetti nocivi per la salute fisica e psichica, lasciando tracce spesso incancellabili su una persona». Il racconto e poi il dialogo tra la giovane milanese e i ragazzi sono stati intervallati da brani musicali eseguiti dalla piccola orchestra della scuola di musica dell’Istituto.

Un incontro voluto e organizzato dalle insegnanti dell’Istituto psicopedagogico, Antonietta Sandonato e Alessia Verrocchi, che ha lasciato tutti entusiasti, gli studenti e la dirigente Caterina Fantauzzi. «Sono convinta che questo sia il modo giusto per combattere l’uso delle sostanze stupefacenti», è stato il commento della Fantauzzi. «È encomiabile la battaglia che sta portando avanti Giorgia. Ma affinché sia più incisiva tutti devono partecipare: la famiglia, la scuola il resto delle istituzioni, insieme dobbiamo essere impegnati in questa lotta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA