Suolo pubblico, una tutela per gli edicolanti

Dopo le proteste l’amministrazione ha deciso di confermare le vecchie tariffe e aiutare i gestori
SULMONA. Dopo le proteste non arriva l’aumento della tassa di occupazione del suolo pubblico per le edicole, che a Sulmona, nel giro di poco tempo, si sono dimezzate passando da venti a dieci, di cui tre con attività promiscue. Nei mesi scorsi il Comune aveva deciso di aumentare del 30% la tassa di occupazione del suolo pubblico, che per le edicole più grandi avrebbe portato all’esborso di 300-400 euro in più all’anno rispetto al passato.
«Fortunatamente dopo le nostre proteste dal Comune hanno deciso di revocare gli aumenti e di confermare le vecchie tariffe», spiegano Renato, l’edicolante maestro di dubbotte, e Rolando titolare dell’unica edicola anni ’60 presente a Sulmona, «Altrimenti per noi sarebbe stata la mazzata finale».
«Purtroppo per noi lo sviluppo di internet ha creato danni irreversibili sulla vendita dei giornali e delle riviste che oggi rappresentano solo il 30% del nostro incasso, mentre fino a qualche anno fa costituivano l’80% dei guadagni», sottolinea Marco del Rosso, portavoce degli edicolanti di Sulmona, «abbiamo perso tutto il nostro capitale, perché oggi nessuno investe più nelle edicole».
Nel 2002 Del Rosso ha acquistato l’edicola di piazza Garibaldi investendo centomila euro per rilevare l'attività e per l'acquisto dell'edicola, capitale che oggi ha perso.
«Vendere l’edicola per un edicolante che cessava l’attività», prosegue Del Rosso, «era come ricevere la cosiddetta buonuscita. Capitale che ora abbiamo perso». (c.l.)
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