Suora patteggia Il legale prende posizione

14 Giugno 2015

L’AQUILA. Ha fatto il giro d’Italia la notizia pubblicata ieri dal Centro sul patteggiamento di una pena pecunaria di 2000 euro (pena sospesa) da parte di una suora della casa famiglia di San...

L’AQUILA. Ha fatto il giro d’Italia la notizia pubblicata ieri dal Centro sul patteggiamento di una pena pecunaria di 2000 euro (pena sospesa) da parte di una suora della casa famiglia di San Gregorio, frazione dell'Aquila, finita indagata per la produzione, ritenuta illegittima in base alle normative italiane e comunitarie, degli ormai celebri 111 litri di genziana prodotti senza etichetta. «Siamo stati costretti a patteggiare per non esporre al pubblico ludibrio le suore che svolgono una funzione sociale importantissima con l'assistenza ai disabili e agli ultimi, perché su questa vicenda ci potevamo essere fraintendimenti», spiega l'avvocato Alessandra Ferrante «le leggi sugli alimenti sono molto complesse perché si incrocia la normativa nazionale a quella comunitaria. Noi pensiamo di aver ragione, non c'era vendita dei prodotti dell'orto né della genziana, l'equivoco nasce dal fatto che ci siano anche servizi pubblici come l'asilo. Ma la genziana si consumava in famiglia. Non si può parlare neanche di cattiva conservazione degli alimenti». Secondo la legale «c'è una buona dose di cattiveria, il sequestro mirato sta a significare che qualcuno è andato a segnalare questo aspetto».