Suore di clausura all’eremo di Celestino V
Verso la Perdonanza: viaggio dal monastero aquilano di San Basilio ai luoghi sacri del Morrone
SULMONA. Hanno affrontato a piedi i 620 metri di percorso in salita verso l’eremo di Sant’Onofrio per ripercorrere il simbolico viaggio ascetico di Pietro Angelerio. Quattro suore di clausura del monastero di San Basilio dell’Aquila hanno raggiunto i luoghi sacri del Morrone, in occasione del 721esimo Giubileo celestiniano. Ha guidato il pellegrinaggio suor Assunta, la priora settantenne della missione in Africa, che è tornata all’eremo di Celestino V dopo trenta anni, accompagnata da suor Celeste e da due novizie filippine del convento aquilano. Il viaggio ascetico nei luoghi del papa del “gran rifiuto” è stato organizzato anche in occasione di “Missi-on Perdonanza 2015”, ovvero il programma di manifestazioni che si svolgeranno all’interno del monastero dal 24 al 27 agosto prossimi.
Un progetto curato da Vincenzo Battista e Angelo De Nicola, ormai alla decima edizione, che mira a raccogliere fondi per le due missioni, intitolate a Papa Celestino V, che il monastero aquilano ha impiantato in Africa e nelle Filippine. Missioni che si dibattono tra mille difficoltà.
«Il nostro intento è quello di andare incontro alle popolazioni più in difficoltà nel mondo» spiegano Battista e De Nicola «ma i problemi sono moltissimi quando si ha a che fare con carenza di cibo, acqua e medicinali e la difficoltà di attrezzare pozzi o ospedali da campo. Quelle sono zone in cui malattie e epidemie debellate da noi sono in grado di sterminare interi villaggi e dove i bambini muoiono di malnutrizione». Visto il caldo, non sono mancate le difficoltà nel salire lungo il sentiero ripido, ma una volta arrivata la delegazione è stata rifocillata dai due storici custodi, Luciano Del Signore e Stefano Ricottilli. «È stata una splendida giornata in un luogo magico» raccontano «all’insegna della devozione a Celestino V, della preghiera e della sensibilizzazione per le due missioni».
Presenti anche Duilio Chilante e Raffaele Di Cristofaro.
Resta, intanto, chiuso lo chalet di Santo Onofrio, dopo la partita aperta sugli usi civici e l'affidamento diretto all'associazione celestiniana su cui la giunta comunale ha dovuto fare un passo indietro. La piccola struttura ai piedi dell’eremo è chiusa ormai da quattro anni, preda dei tanti atti vandalici e furti che si sono susseguiti dopo il mancato rinnovo della convenzione da parte del Comune.
La chiusura rende non fruibile a pieno l’eremo e l’area pedemontana circostante, non essendoci bagni utilizzabili o un punto ristoro. Di fatto lo chalet è chiuso dal 21 maggio del 2010 in seguito alla caduta di alcuni massi. Appena tre mesi dopo, il 21 maggio, venne disposta anche l’interdizione dell’intera zona, chalet di Sant’Onofrio e tempio di Ercole Curino compresi. Persino papa Benedetto XVI, il 4 luglio 2010 in visita a Sulmona, dovette accontentarsi di visitarlo sorvolandolo con un elicottero. (f.p.)
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