Superbonus, Comune in pressing «Il cratere sia escluso dallo stop»

L’assemblea impegna Biondi a chiedere al governo una deroga al blocco della cessione del credito Il capogruppo di Fratelli d’Italia Scimia: «È necessario scongiurare che si fermi la ricostruzione»
L’AQUILA. L’Aquila pressa Roma. L’obiettivo principale è ottenere una deroga al decreto del 16 febbraio con cui il governo ha bloccato la cessione del credito per il Superbonus. «L’amministrazione comunale parte attiva al fine di risolvere i problemi sorti in seguito al decreto e di scongiurare così uno stop alla ricostruzione»: parola di Massimo Scimia, il consigliere comunale che ha presentato in assemblea l’ordine del giorno – poi approvato – per impegnare il sindaco Pierluigi Biondi a contattare il governo della premier Giorgia Meloni. Tutti i protagonisti sono di Fratelli d’Italia, segno che il dibattito scuote il partito. Di FdI è anche il senatore Guido Liris, che ha incontrato la presidente nazionale dei costruttori Ance. Incalzano le opposizioni, quella cittadina e quella nazionale.
IL DIBATTITO IN CONSIGLIO
L’ordine del giorno approvato ieri in consiglio comunale impegna Biondi «a rappresentare al governo, al commissario per il sisma 2016, ai titolari degli uffici speciali per la ricostruzione 2009 e ai parlamentari, alcune esigenze necessarie al recupero del patrimonio immobiliare distrutto dai due terremoti», spiega il municipio dopo il consiglio comunale, continuando: «Partendo da quanto disposto dal recente decreto legge sul blocco delle cessioni dei crediti e degli sconti in fattura per tutti gli interventi successivi allo scorso 17 febbraio, il documento chiede il mantenimento di tali agevolazioni per i crateri sismici del 2009 e 2016, la facilitazione della cessione del credito attraverso l’uso di Cassa depositi e prestiti o altri strumenti finanziari che permettano di monetizzare le detrazioni fiscali maturate, l’estensione del Superbonus nei confronti di tutti i fabbricati di edilizia residenziale pubblica, anche di proprietà comunale e gestiti direttamente dall’ente, l’applicazione dei benefici fiscali per gli edifici agibili che, in seguito agli studi sulle faglie, ricadano in arie instabili, e la fruizione della detrazione fiscale del 75 o 85 per cento per l’acquisto di immobili antisismici effettuati entro la fine del prossimo anno limitatamente alle prime case». Aggiunge Scimia: «Sono soddisfatto del sostegno dalla maggioranza al mio ordine del giorno, sintomatico della consapevolezza dell’importanza del tema per L’Aquila e per tutto il territorio interno; si sta dando un segnale concreto affinché il processo di ricostruzione possa continuare senza ulteriori difficoltà».
Il suo ordine del giorno non è stato però votato dall’opposizione. «Ci ha sconcertato la fuga in avanti del capogruppo di Fratelli d’Italia con la presentazione di un ordine del giorno che, senza menzionare minimamente il lavoro fatto nella prima commissione, ribadiva in gran parte quanto già contenuto nella mozione presentata (primo firmatario Stefano Palumbo) e approvata all’unanimità nella seduta del 5 dicembre scorso», scrive l’opposizione compatta, continuando: «È un tentativo di accaparrarsi il merito esclusivo di un lavoro corale. Richiamiamo la maggioranza a un atteggiamento più serio e responsabile verso cittadini, imprese e progettisti del nostro cratere sismico che nel valzer dei continui cambi di regole rischiano di rimanere tragicamente beffati».
IN CAMPO I PARLAMENTARI
«Ci sono persone che hanno preferito il Superbonus rinunciando al contributo per la ricostruzione restando senza né l’uno, né l’altro. Per questa casistica, che riguarda ampi territori dell’Abruzzo, l’impegno è perché ci sia una risposta certa in tempi rapidi per scongiurare rischi per la ricostruzione, considerando che sia il cratere 2009 sia quello 2016 sono stati esclusi dal decreto del governo e dalle nuove misure che impediscono la cessione del credito e lo sconto in fattura», lo ribadisce Liris, che ieri ha incontrato a Roma la presidente nazionale dell’Ance Federica Brancaccio, «con la quale ho condiviso la necessità di mantenere le norme del Superbonus a tutto il 2025 per le aree colpite dal sisma del Centro Italia». Contro Liris si è scagliata la senatrice abruzzese del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo: «Capisco il suo imbarazzo. È difficile identificarsi nel proprio partito, quando si presenta un emendamento per estendere il 110% a tutto il 2025 per il cratere sismico del Centro Italia e il decreto presentato dal suo governo ne decreta la morte. I crateri 2009 e 2016 non sono citati nel decreto per ovvi motivi non certo rassicuranti: la cessione del credito viene bloccata ovunque senza distinzioni».
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