Supercarcere, a rischio chiusura la caserma per gli agenti

9 Febbraio 2020

SULMONA. A rischio chiusura la caserma interna al supercarcere riservata agli agenti penitenziari. La struttura, infatti, potrebbe non rispondere alle ultime normative in fatto di sicurezza e di...

SULMONA. A rischio chiusura la caserma interna al supercarcere riservata agli agenti penitenziari. La struttura, infatti, potrebbe non rispondere alle ultime normative in fatto di sicurezza e di tenuta antisismica, dopo le verifiche che sono in corso. La questione viene posta da Gino Ciampa, delegato Fp Cgil della Polizia penitenziaria, che ha inviato una lettera al provveditore regionale del dipartimento penitenziario Carmelo Cantone. Nella missiva si chiede di conoscere le risultanze delle verifiche sismiche fatte sull’edificio e di sapere quali contromisure si andranno a prendere. Attualmente sono 150 gli agenti che usufruiscono della caserma, si tratta per lo più di pendolari che pagano un canone di locazione per poter pernottare nella struttura anche se non tutti i giorni. In media, comunque, sono 50 i poliziotti che la utilizzano ogni giorno, con picchi di affluenza che possono anche arrivare alle 100 presenze giornaliere. La struttura, una palazzina a cinque piani, si trova all’interno della recinzione del supercarcere e ospita la mensa, il bar e gli alloggi per gli agenti di polizia. «Tenuto conto della prossima apertura del nuovo padiglione», scrive Ciampa, «visto che ora vi è un numero cospicuo di personale di polizia penitenziaria pendolare, che dopo aver svolto il proprio turno di lavoro, fruisce del servizio caserma per il pernottamento e considerando che nello stesso stabile c’è anche la mensa agenti, le chiediamo quali iniziative saranno assunte per evitare situazioni di disagio agli agenti». Non solo, la presenza degli agenti ha anche una funzione di sicurezza in virtù dei 267 agenti in servizio, a fronte dei 386 in pianta organica per 430 detenuti destinati ad aumentare di altri 200 con la fine dei lavori del nuovo padiglione. Sulla questione interviene anche il segretario confederale della Uil, Mauro Nardella, che prova ad armare la battaglia. «Qualora dovesse emergere la necessità di chiudere la caserma si aprirebbero scenari drammatici per i tanti pendolari che garantiscono il regolare svolgersi delle attività del penitenziario», incalza il sindacalista. «In quel caso si renderebbe necessaria una task force per capire bene lo stato delle cose e trovare, considerata l’estrema delicatezza della situazione, le immediate contromisure volte a salvaguardare le aspettative dei tanti agenti che utilizzano la caserma». (f.p.)
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