Svelati i tesori scampati al terremoto del ‘15

Inaugurata la mostra della Curia: dalle pergamene delle chiese marsicane allo stemma di Avezzano
AVEZZANO. Erano scampati al terribile sisma che nel 1915 sconvolse la Marsica, ma giacevano sepolti nelle sacrestie. Documenti di grandissimo pregio storico-artistico, oltre che liturgico, rimasti finora sconosciuti. Al vescovo, monsignor Pietro Santoro, il merito di aver tolto dall’oblio questi tesori. Nel 2016 il presule ha incaricato i collaboratori esterni dell’Archivio storico diocesano di recuperare il materiale. Scopo dell’iniziativa: valorizzare e far conoscere questi tesori. Da qui l’idea di esporli in una sala della sede vescovile. La mostra, allestita da Eleonora Di Cristofano e Antonio Maria Socciarelli, sotto l’occhio vigile del responsabile dell’Archivio diocesano, don Ennio Grossi, rimarrà aperta fino al primo maggio e si articola in sei sezioni. Pergamene: una donazione di beni, fatta nel 1120, da parte dei Conti dei Marsi, all’abbazia di San Cesidio di Trasacco, nella quale compare fra le sottoscrizioni dell’atto anche quella di San Berardo, vescovo dei Marsi; una bolla di fondazione, nel 1607, della Confraternita del Rosario della chiesa parrocchiale di Corcumello, e le cerimonie di consacrazione delle chiese di Santa Maria (1709) e di San Rocco (1750) di Collelongo. Catasti: un catasto di Cappelle, datato 1717, e due catasti di Corcumello, datati 1701 e 1769. Quest’ultimo, realizzato da Filippo Masci per i conti Vetoli, è riccamente decorato e presenta un’ampia serie di planimetrie acquerellate. Confraternite: una serie di registri in cui venivano annotate le funzioni svolte, le entrate e le uscite, nell’ultimo quarto del XVIII secolo, del Monte del Suffragio di Poggio Cinolfo, e un volume, del 1763, con l’elenco degli iscritti alla compagnia della Madonna dei Sette dolori di Villa San Sebastiano. Nel retro del frontespizio è inserita una memoria del 1811 relativa alla realizzazione della statua di San Bartolomeo, a opera dello scultore Giuseppe Franchi, ritenuto discepolo del Canova. Lo stemma di Avezzano riproduce l’immagine di questa statua. Registri parrocchiali: gli esemplari più antichi: dal Liber Matrimoniorum di Cerchio (1567) al Liber Baptizzatorum di Poggio Cinolfo (1568) al Liber Defunctorum (1632). Chiude la sezione lo Stato delle anime (1660) della parrocchia di San Nicola di Tagliacozzo. Documenti musicali: frammenti di un repertorio di un canto polifonico, provenienti dalla chiesa parrocchiale di Rocca di Botte (XV secolo) e il graduale miniato quattrocentesco della chiesa di Trasacco. Curiosità: gli atti di una causa, dibattuta nella corte del vice conte di Celano, nel 1480 per il possesso di un antichissimo mulino, un Libermatrimoniorum (1660-1800) della chiesa parrocchiale di San Nicola di Tagliacozzo, la cui copertina è stata ricavata da un manoscritto riproducente il testo dei Dialoghi d’amore di Leone Ebreo (1460-1535), i manoscritti autografi del sacerdote Giuseppe Segna di Poggio Cinolfo, che nel 1824 diverrà vescovo dei Marsi, e un artistico Messale novecentesco di Magliano de’ Marsi.
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