Sì all’ampliamento del canile a Paganica
L’AQUILA. Il fenomeno del randagismo prima del terremoto riempiva le pagine della stampa locale. Dopo il 2009 se ne è parlato meno ma questo non significa che è tutto risolto. Anzi. Secondo una stima,...
L’AQUILA. Il fenomeno del randagismo prima del terremoto riempiva le pagine della stampa locale. Dopo il 2009 se ne è parlato meno ma questo non significa che è tutto risolto. Anzi. Secondo una stima, in difetto, nel solo comune dell’Aquila ci sarebbero dai 4.000 ai 6.000 cani randagi. È anche per arginare il fenomeno che la giunta ha detto sì a un progetto (project financing) proposto al Comune dalla Lega nazionale per la difesa del cane che prevede «l’ampliamento, la manutenzione e la gestione, in regime di concessione per la durata di 13 anni dell’asilo per cani rifugio Cuccefelici in località Aquilentro nella frazione di Paganica». L’obiettivo è ospitare almeno 400 cani. Il progetto è stato redatto dal geometra Maurizio Bergamotto. Nella delibera di giunta si evidenzia che «la proposta è volta ad offrire ai cittadini e agli utenti del bacino territoriale un servizio di tutela inteso ad accogliere e a garantire la corretta gestione del randagismo con costi di gestione contenuti in rapporto alla natura ed estensione del fenomeno».
LA STORIA DEL CANILE. «Il rifugio denominato Asilo di Paganica», è scritto nella relazione introduttiva al progetto, «è nato alla fine del 1998 in seguito allo smantellamento del vecchio canile municipale e il trasferimento delle bestiole nelle due strutture di Paganica e Filetto gestite dalla sezione aquilana della Lega per la difesa del cane in convenzione con il Comune dell’Aquila. A seguito della chiusura nel 2005 del rifugio di Filetto– zona decisamente troppo fredda per una struttura del genere – è stata presa la decisione di ampliare la struttura di Paganica e realizzare una serie di lavori per migliorare la vita dei cani. Data l’entità del fenomeno randagismo oltre alla gestione del rifugio, la Sezione si occupa di accudire, curare, sfamare e sterilizzare gli animali sul territorio. Si cerca di arginare il randagismo attraverso gli strumenti che, da sempre, ritiene più opportuni: la sterilizzazione, l’iscrizione all’anagrafe canina attraverso l’inserimento del microchip e l’adozione responsabile. Pur non avendo una struttura ad hoc ci si occupa anche di gatti randagi».
NUOVI LAVORI. Con i nuovi lavori «ci si propone», chiarisce la relazione, «di rimodulare e dividere alcuni recinti di più grandi dimensioni e in tutti realizzare le tettoie con struttura in legno e copertura in lamiera ondulata dell’altezza media di 2 metri. Saranno cementate tutte le porzioni di terreno in corrispondenza delle tettoie e verrà realizzato un fabbricato di 72 metri quadrati composto da 12 box coperti da adibire a isolamento sanitario».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

