T-red da incubo, attacco a Montanari

27 Giugno 2019

Critiche al capo della polizia locale da 14 ex consiglieri: «Emergenza sociale, automobilisti ingannati e multe da annullare»

AVEZZANO. Quattordici ex consiglieri comunali chiedono al commissario prefettizio di annullare le multe del T-red, il sistema di rilevamento delle infrazioni al semaforo di via XX Settembre. Non risparmiando stoccate al comandante della polizia locale, Luca Montanari. Quest’ultimo, in un’intervista al Centro, aveva chiarito che le multe emesse prima del 13 maggio vanno pagate.
Gli ex consiglieri Gianni Di Pangrazio, Mario Babbo, Gianfranco Gallese, Domenico Di Berardino, Roberto Verdecchia, Cristian Carpineta, Francesco Eligi, Vincenzo Ridolfi, Alessandro Pierleoni, Maria Antonietta Dominici, Donato Aratari, Leonardo Rosa, Luigia Francesconi e Marco Natale non ci stanno.
«Per espresso riconoscimento dello stesso ex sindaco De Angelis, le tematiche che hanno riguardato il semaforo sono sfuggite di mano», affermano i 14, «nel senso che dall’installazione dell’apparecchio (dicembre 2018, ndc) fino al suo spegnimento (13 maggio, ndc) nessun amministratore ne ha mai relazionato gli effetti ai rappresentanti comunali. In realtà, non abbiamo mai conosciuto quali esigenze imponeva l’installazione di un simile apparecchio e le ragioni della modifica della segnaletica orizzontale».
Gli ex consiglieri hanno constatato che nel bilancio di previsione era stata preventivata un’entrata grazie proprio al T-red di 2 milioni e 200 mila euro, che nel triennio doveva arrivare fino a 6 milioni e 600mila euro.
«L’emergenza sociale determinata dall’impianto semaforico», riprendono gli ex consiglieri, «è emersa in tutta la sua portata nel mese di marzo 2019, in cui si apprendeva che oltre 10mila multe erano state elevate a danno dei contribuenti, ingannati dalla doppia linea di arresto, comunque rispettosi dell’arresto del veicolo prima delle strisce pedonali e quindi prima del semaforo verticale», continuano Di Berardino e gli altri, «per quale ragione il Comune ha determinato l’arretramento della linea di arresto a terra tra i 7,45 agli 11 metri dal semaforo? È stato riferito che l’arretramento della linea trasversale a terra è stato determinato per consentire ai mezzi pubblici pesanti un adeguato spazio di manovra. Ma allora dobbiamo convenire che per oltre 20 anni la segnaletica previgente non era a norma e se così fosse diverse e ripetute devono ritenersi le omissioni dell’ufficio competente che aveva l’obbligo di adeguare l’area di intersezione con sollecitudine e prontezza».
Gli ex rappresentanti dell’amministrazione si sono incontrati ieri per discutere la linea d’azione comune a sostegno degli utenti multati dal T-red. Qualcuno ha chiesto addirittura la testa di Montanari. «Le ripetute affermazioni sulla stampa, del tutto inusuali per un dirigente, secondo cui nell’area di intersezione non vi fossero due linee trasversali di arresto, sono manifestazione di carenza di obiettività e serenità», concludono i 14 esponenti politici, «per questo chiediamo al commissario prefettizio Mauro Passerotti di dare immediata attuazione alle linee di indirizzo impartite dal consiglio dell’8 giugno per l’attivazione del procedimento di annullamento o la revoca dei verbali sanzionatori per sconfinamento della linea semaforica, evitando così eventuali responsabilità di natura erariale. Siamo a disposizione per la costituzione di un eventuale gruppo di lavoro con la partecipazione di tutti i soggetti chiamati a dare un contributo».
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