T-red, l’impianto verso la riaccensione

24 Ottobre 2019

Disposte modifiche sulla segnaletica per evitare in futuro la valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati

AVEZZANO. L’occhio elettronico del T-red, in stallo da primavera dopo la raffica di proteste e ricorsi per le sanzioni recapitate a migliaia di automobilisti, soprattutto per il superamento della striscia bianca a terra non a regola d’arte, tornerà a vigilare all’incrocio tra via XX Settembre e via dei Fiori.
Le linee guida dell’operazione pianificata a palazzo di città, dopo il via libera giunto dal commissario prefettizio, Mauro Passerotti, prevedono piccoli aggiustamenti nell’area del T-red legati agli attraversamenti pedonali lato centro: qui sia le lanterne per i pedoni a terra che le strisce pedonali saranno spostate indietro, a ridosso della linea di arresto a terra. Stessa sorte toccherà ai due scivoli: gli esistenti saranno rimossi, mentre i nuovi passaggi laterali verranno allineati al tratto riservato all’attraversamento pedonale. Nulla cambia, invece, sugli impianti di rilevazioni delle infrazioni semaforiche, postazioni comprese, poiché uno stravolgimento del sistema suonerebbe come un’ammissione di colpa dell’ente nella gestione originaria del T-red che ha prodotto qualcosa come 13mila sanzioni nell’arco di qualche mese. Multe impugnate da centinaia e centinaia di automobilisti che hanno intasato gli uffici del giudice di Pace con i ricorsi basati in particolare sulla segnaletica a terra “ingannevole” e sulla consegna fuori tempo massimo. All’orizzonte del T-red, quindi, si intravede la riorganizzazione della segnaletica pedonale, apripista della riaccensione del sistema all’incrocio tra via XX Settembre e via dei Fiori dove lo spegnimento ha ridato spazio a tanti automobilisti indisciplinati. In attesa dell’ora X, nelle aule del giudice di pace si susseguono le sentenze in maggioranza sfavorevoli al Comune: finora sono stati quasi 150 i verbali annullati, mentre 12 sono stati rigettati. Sulla controversa questione delle multe centinaia di automobilisti si sono rivolti pure al prefetto dell’Aquila, mentre il 2 dicembre la guerra legale sulle sanzioni si sposterà in tribunale: il Comune, infatti, ha presentato ricorso. La storia delle multe è approdata anche alla Procura della Repubblica, a cui il giudice di pace Gabriele Di Girolamo, ha girato una sentenza «al fine di verificare eventuali reati conseguenti alle dichiarazioni contrastanti di pubblici ufficiali». L’inghippo da chiarire ruota sulle date di consegna della documentazione da Sapidata, società incaricata dal Comune per gestire la parte logistica dell’operazione, con la presa in carico di Poste italiane. «Dalla documentazione prodotta», sottolinea Di Girolamo nella sentenza, «si evincono date differenti relative alla consegna all’ufficio postale del plico raccomandato per essere spedito ai fini della notifica e presa in carico di Poste italiane».
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