Taffo: ma quali benefici dal sisma?

«Siamo stati noi a subire la concorrenza di molte ditte di fuori»
L’AQUILA . «Sulla restituzione delle tasse, L'Aquila sta giocando la partita della vita. Tolto il polo farmaceutico, credo che siano davvero poche le imprese in grado di affrontare questa situazione, mettendo mano al portafogli». Angelo Taffo, commissario regionale dell'Associazione cristiana artigiani italiani (Acai), parla di «una battaglia per la sopravvivenza del territorio. Bisogna provare ad elevare la soglia del de minimis a 500 mila euro», dice, «ma questo è solo un primo passo verso la soluzione del problema. Vi è anche un aspetto morale, oltre che legislativo: è assurda l'interpretazione, data dall'Ue, secondo la quale un'impresa aquilana può aver tratto un beneficio da un evento catastrofico come il terremoto o essere entrata in concorrenza con altre aziende, in Europa. Anzi, noi abbiamo subìto la concorrenza con l’entrata di aziende di fuori. La restituzione delle tasse non versate dopo il sisma 2009», conclude Taffo, « andrebbe a minare, in modo permanente e irreversibile, il tessuto imprenditoriale locale. Esiste una legge dello Stato che ha concesso dei contributi: gli imprenditori hanno agito secondo la legge».(m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

