Tagli al servizio pediatrico nell’Alto Sangro

11 Gennaio 2019

Uno dei due medici aprirà una volta a settimana. Caruso: «Pronti a rivolgerci alla magistratura»

CASTEL DI SANGRO. È polemica a Castel di Sangro per i tagli all’ambulatorio pediatrico. Si mostrano preoccupati i genitori dei bambini dell’Alto Sangro e minaccia azioni legali il sindaco Angelo Caruso, che denuncia la grave situazione che si è venuta a creare con la riduzione a un solo giorno settimanale dell’attività dell’ambulatorio pediatrico.
«Centinaia di bambini», sottolinea Caruso, «si troveranno dall’oggi al domani a vedere quasi interrotta l’erogazione della propria assistenza sanitaria obbligatoria e prevista per legge, con conseguenze disastrose per la tutela della salute. Per via dell’autorizzazione avuta dall’Asl ad aprire un altro ambulatorio a Sulmona, il dottor Giuseppe Caravelli ha limitato la propria presenza a Castel di Sangro. Tale situazione viene aggravata dalle sostituzioni che spesso vengono applicate per l’altra pediatra». Caruso invita la direzione Asl ad assumere «provvedimenti immediati su tale critica situazione, che rappresenta una vera emergenza sopratutto per via della stagione invernale in corso di svolgimento». Per il manager Rinaldo Tordera, dopo le polemiche e le proteste dei genitori della Valle Subequana, rischia di scoppiare una nuova ribellione sull’assistenza pediatrica del territorio. A Castelvecchio Subequo, dopo i due medici andati in pensione, la stessa Asl ha annunciato un immediato ripristino del servizio. La direzione provvederà a predisporre il piano di ridistribuzione dei bambini da assistere per consentire la presenza di almeno un pediatra nella Valle Subequana. Dal prossimo 16 gennaio e fino all’individuazione della relativa zona carente, un pediatra aprirà, ogni mercoledì dalle 9.30 alle 12, uno studio secondario nel poliambulatorio distrettuale.
«Se invece non si troveranno adeguate soluzioni che prevedano il ripristino di un servizio ambulatoriale continuo per entrambi pediatri», aggiunge il sindaco Caruso, «mi vedrò costretto ad agire in ogni sede competente, compresa la magistratura ordinaria per far ripristinare la sostanziale soppressione del servizio. La direzione della Asl corra presto ai ripari anche per l’Alto Sangro, tutelando i servizi ambulatoriali dell’ospedale che rappresenta un presidio che resta un punto di riferimento anche per l’area teatina e molisana, ai confini con l’Abruzzo». (m.lav.)
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