Tagli alla cultura L’ira delle istituzioni: «Una mazzata»

La scure del governo si abbatte sugli enti del capoluogo Riunione di emergenza dopo la sparizione di 400mila euro
L’AQUILA. Un taglio di 400mila euro ai sei enti culturali aquilani che aderiscono al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo. Il Mibact falcidia i fondi pubblici, bypassando la norma di salvaguardia per i territori colpiti dal sisma che era stata estesa fino al 2020. La mannaia risparmia le altre città abruzzesi e colpisce in particolare le quattro maggiori istituzioni culturali cittadine: l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, con una decurtazione che supera i 100mila euro; i Solisti Aquilani, che perdono 74mila euro; il Tsa, con meno 50mila euro e la Società Aquilana dei Concerti Barattelli con meno 46mila euro.
E anche se il sindaco Pierluigi Biondi ha annunciato, dopo un colloquio con il sottosegretario Vacca, che in autunno si cercherà di correre ai ripari, per domani è stata convocata una riunione di emergenza, alle 10, nella sede del Tsa. «Siamo stati falcidiati tutti», spiega il segretario generale dell’Isa Giorgio Paravano, «con tagli immotivati, che non hanno tenuto conto della situazione di disagio che ancora vivono gli enti culturali dopo il sisma del 2009, ma anche quelli del 2016 e del 2017, soprattutto a causa della mancanza di spazi adeguati. Ciò nonostante, abbiamo continuato ad assicurare produzioni di grande qualità, raggiungendo punteggi alti davanti alla commissione del Fus, e sconcerta che lo stesso trattamento non sia stato riservato al resto d’Abruzzo. Abbiamo subito allertato il sindaco Biondi e i nostri parlamentari, a partire da Luigi D’Eramo e Stefania Pezzopane. Per ora resta la certezza dei tagli, giunti ad agosto, quando ormai non si possono neanche fare variazioni ai bilanci».
L’Agis, l’associazione generale italiana dello spettacolo, è pronta a intervenire con il ministro Alberto Bonisoli e attende un documento che le istituzioni aquilane devono approntare. Secondo Biondi, tra settembre e ottobre il governo varerà un paracadute di 10 milioni, che permetterà di recuperare quanto depennato. Ma le rassicurazioni non bastano: «Abbiamo subìto un taglio del 30% che è inspiegabile», sottolinea il presidente dei Solisti Aquilani Marco Mantini, «visto che le attività e le produzioni sono cresciute, pur tra tante difficoltà. A quasi 10 anni dal sisma, il governo forse pensa che siamo in grado di camminare con le nostre gambe. Ma non è così, senza contributi pubblici non si va da nessuna parte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

