Tagli e chiusure, scatta lo stato di agitazione

3 Agosto 2017

La Cgil denuncia: la carenza di personale alla Asl sta causando accorpamenti e stop a servizi essenziali

L’AQUILA. Proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. La protesta, dichiarata dalla Cgil, è legata al taglio di 5,3 milioni di euro sui costi del personale deciso dalla Regione, che avrà ripercussioni sia sui servizi sanitari erogati che sulle condizioni di lavoro. «Come annunciato dall’assessore Silvio Paolucci», affermano Francesco Marrelli e Anthony Pasqualone della Fp-Cgil, «lo scorso 21 luglio è stata adottata la delibera di giunta regionale n. 400 con la quale nel corso del corrente anno vengono autorizzate 24 assunzioni e contestualmente vengono tagliati quasi 100 posti di lavoro. L’attuale taglio si aggiunge alla definizione della già insufficiente dotazione organica stabilita con deliberazione del direttore generale del 2014 e fa emergere in maniera sempre più consistente la cronica e strutturale carenza di personale su tutte le categorie professionali. Infatti, a fronte di una previsione complessiva di 4.053 unità di personale, solo 3.417 posti risultano coperti, con la conseguente quantificazione di 636 posti vacanti al 31 dicembre 2016». Secondo il sindacato, «è inaccettabile dover assistere quotidianamente, in particolar modo nel periodo coincidente con la fruizione delle ferie estive, ad accorpamenti e chiusure di servizi sanitari pubblici essenziali, in dispregio alla garanzia del diritto alla salute e in violazione delle normative contrattuali e di legge in materia di organizzazione dell’orario di lavoro. A questo si aggiunge un eccessivo ricorso al lavoro straordinario». Tutte condizioni, per la Fp-Cgil, che portano a un carico di stress per i lavoratori, «ai quali tra l’altro la Asl ancora non corrisponde la remunerazione per il lavoro svolto: per esempio, ancora non vengono pagate le prestazioni di lavoro straordinario di novembre e dicembre 2016, le competenze per la produttività collettiva, la liquidazione per le prestazioni di attività di screening. Per non parlare della de-qualificazione professionale generata dalla cronica carenza di personale, dovendo i lavoratori svolgere diverse mansioni per garantire la continuità del servizio sanitario». Per questo e visti anche gli scarsi riscontri da parte dell’azienda sanitaria, la Fp-Cgil ha dichiarato lo stato di agitazione del personale dirigente e del comparto, attivando le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge.
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