Tagliacozzo, firme per l’omaggio a Capalbo

25 Settembre 2019

Si sollecita l’intitolazione del Parco bimbi, l’imprenditore scomparso nel ‘96 favorì lo sviluppo turistico 

TAGLIACOZZO. Già dall’inizio del Novecento Tagliacozzo era diventata meta di famiglie benestanti della capitale, attratte dalle bellezze naturali e dalla mitezza del clima della città, ma è negli anni Sessanta, con l’incremento delle strutture ricettive e la creazione di strutture ricreative, che avviene il definitivo decollo del turismo. E Tagliacozzo diventa in poco tempo una delle stazioni climatiche più gettonate del centro Italia. Il merito di avere capito che la chiave dello sviluppo e la crescita economica di Tagliacozzo fosse il turismo va a Enrico Capalbo, presidente dell’Azienda autonoma di soggiorno dal 1961 al 1967. Sono passati 50 anni, ma gli abitanti di Tagliacozzo, a differenza delle amministrazioni succedutesi nel tempo, non hanno dimenticato ciò che questo illuminato manager ha fatto per la loro città. Lo dimostra il sostegno unanime alla petizione, promossa dalla figlia di Capalbo, Caterina, e indirizzata al sindaco, al presidente del consiglio e ai consiglieri perché venga intitolato al padre il Parco bimbi insieme all’area antistante. Il Parco non fu la sola cosa che l’Azienda fece sotto la guida di Capalbo. Fu riattivato l’impianto delle acque per le piscine di Villa Bella e istituita una scuola di nuoto, creato il polo tennistico con la scuola tennis per i giovani, costruita la seggiovia per arrivare alla Croce, potenziata l’illuminazione pubblica, istituito un circolo per i turisti con una biblioteca, furono organizzati spettacoli musicali e manifestazioni folcloristiche e di ricostruzione storica. Di questa fervida e intensa attività il Parco bimbi costituiva il fiore all’occhiello. Capalbo stesso disegnò i giochi, gli scivoli, le girelle, le altalene, i salottini per i grandi e il famoso trenino che fece realizzare in una fonderia a Roma e poi trasportare fino a Tagliacozzo. Un trenino perfetto con tre vagoni e una locomotiva vera che, su quel giro di rotaie di quasi 300 metri e una stazioncina in miniatura, fece il divertimento di chi oggi è padre e forse anche nonno. L’inaugurazione del Parco bimbi avvenne il 26 luglio 1962, alla presenza del ministro del Turismo e degli spettacoli, Alberto Folchi. Capalbo, originario di Cosenza, combattè nella Seconda guerra mondiale come tenente di artiglieria sul fronte dei Balcani. Fatto prigioniero dai tedeschi, dopo la guerra rientrò in Italia. Amico personale di don Luigi Sturzo e di Alcide De Gasperi, militò nella Democrazia cristiana e partecipò attivamente alle campagne elettorali e alla vita del partito. Fu anche giornalista. Si prodigò, attraverso l’Ente Sila, per l’assegnazione delle terre ai contadini della Calabria. Nel 1956 sposò a Tagliacozzo Luciana Maiolini e frequentò assiduamente il paese. Il 21 maggio 1964 l’Ente Fucino gli commissionò un’indagine conoscitiva sulle possibilità di sviluppo del turismo e del territorio di sua competenza. Morì, a seguito di un infarto, a Teramo, il 3 settembre 1996.
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