Tagliacozzo, ucciso dopo la lite per un cane: arrestato un buttafuori, fermati quattro romeni

La vittima è l’ex pugile Marco Callegari, colpito al torace. Il killer, piantonato in ospedale, nega tutto ma è in arresto. Alla resa dei conti nella frazione di Piccola Svizzera hanno partecipato alltre 12 persone
TAGLIACOZZO. «M’hai ammazzato il cane, te faccio fa’ la stessa fine». Prima le minacce in romanesco, poi il duello rusticano in mezzo alla strada, infine il delitto a colpi di pistola. Fotogrammi di un pomeriggio di follia a Tagliacozzo. Almeno tre i proiettili esplosi. Il presunto killer è Pietro Catalano, 47 anni, con un turbolento passato alle spalle. I pm che coordinano l’inchiesta, Vincenzo Barbieri e Roberto Savelli, hanno disposto l'arresto e formalizzato l'accusa di omicidio. La vittima si chiamava Marco Callegari (46). Entrambi sono originari di Roma ma da anni risiedono nella città dell’Obelisco. Erano buttafuori nei locali della movida ad Avezzano e nei principali centri della Marsica. Nelle prime ore di questo pomeriggio inoltre i carabinieri hanno portato in caserma 4 romeni amici di Catalano. Probabilmente sono testimoni del delitto e saranno posti in stato di fermo.
Callegari è morto sull’ambulanza che cercava di raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Catalano, che a Tagliacozzo vantava anche le sue amicizie con la famigerata Banda della Magliana, è stato fermato una mezz’ora dopo. È stato lui stesso a telefonare ai carabinieri. E quando i militari sono arrivati a casa sua lo hanno trovato su una sedia, con in testa un fazzoletto zuppo di sangue. «C’è stata la lite, ma non ho sparato» si è difeso Catalano prima di chiudersi in un ostinato silenzio.
A Callegari, stando a una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, veniva addossata la responsabilità della morte del cane di Catalano. Accuse respinte con fermezza dall’ex pugile – «Ma che dici? Io amo gli animali» avrebbe replicato la vittima – che non sono bastate a salvargli la vita.
Così verso le 15.30 di ieri i due si sono dati appuntamento davanti al maneggio “L’Arcobaleno”, lungo la strada che da Tagliacozzo porta verso Cappadocia. La discussione è degenerata in un battito di ciglia. I carabinieri al comando del capitano Edoardo Commandè hanno ascoltato due testimoni, amici di Callegari.
Le indagini hanno svelato anche un altro particolare. Catalano è arrivato all'appuntamento in auto e con lui c'erano quattro bambini. Ed è davanti a loro che il buttafuori ha sparato i tre colpi.
In compagnia dei due c’erano almeno altre dodici persone. Erano presenti al momento del litigio e per questo sono indagati per rissa. Altri giovani, che avrebbero dato man forte a Catalano, sono ricercati. Un romeno pare sia rimasto ferito da una martellata. I carabinieri stanno visionando anche i filmati della telecamera di un bar dove il gruppo di Catalano si è dato appuntamento.
Secondo la ricostruzione dei testimoni, già al mattino i due si erano incontrati in una strada di Tagliacozzo. A dividerli non solo la storia del cane, ma anche vecchie ruggini. Catalano avrebbe abbassato il finestrino e avrebbe mostrato la pistola. All’ora di pranzo l’omicida ha telefonato a Callegari per fissare un confronto chiarificatore.
Alla Piccola Svizzera, località turistica di Tagliacozzo, si è consumato il dramma. Catalano, sempre stando al racconto dei testimoni assistiti dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, è sceso dall’auto e ha esploso un primo colpo di pistola ai piedi di Callegari. Quest’ultimo ha afferrato un martello e ha colpito il buttafuori alla testa. La risposta di Catalano è stata feroce. Ha preso una pistola e ha fatto fuoco. Almeno un colpo ha centrato Callegari al torace. Poi il fuggi fuggi generale. Catalano è in stato di fermo e nega di avere sparato. Catalano si trova piantonato in ospedale, dove è arrivato nel tardo pomeriggio per sottoporsi ad accertamenti viste le ferite alla testa.
L’arma del delitto – una pistola automatica, forse calibro 9 o una 7.65 – non si trova. Fatto che complica le indagini.
Aggiornamento. Numerosi interrogatori sono in corso da questo pomeriggio nella caserma dei carabinieri di Tagliacozzo per accertare eventuali complicità nell'omicidio di Marco Callegari, ucciso nel pomeriggio di ieri in località Piccola Svizzera, per il quale è finito in carcere, con l'accusa di omicidio volontario, Pietro Catalano. Al momento non sono stati emessi provvedimenti restrittivi. È frenetica l'attività dei carabinieri di Tagliacozzo per rinvenire tutti gli elementi necessari alla ricostruzione della dinamica degli avvenimenti, delle eventuali complicità e delle testimonianze. Di fronte all'ostentato silenzio di Catalano le forze dell'ordine stanno setacciando l'abitazione dell'uomo e le zone circostanti per trovare l'arma del delitto. Intanto nell'ambito dell'inchiesta il pubblico ministero, Vincenzo Barbieri, affiderà domani l'incarico all'anatomopatologo per eseguire l'autopsia che potrà fornire elementi utili alla ricostruzione del delitto.
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