Taglio evitato 150 anni fa: il sindaco giocò d’anticipo

15 Agosto 2021

TAGLIACOZZO. Quella volta che Tagliacozzo salvò il tribunale di Avezzano grazie alla tempestività con la quale i suoi amministratori intervennero sul ministro della Giustizia. Siamo nel 1863. Due...

TAGLIACOZZO. Quella volta che Tagliacozzo salvò il tribunale di Avezzano grazie alla tempestività con la quale i suoi amministratori intervennero sul ministro della Giustizia. Siamo nel 1863. Due anni prima era stato proclamato il Regno d’Italia. E Tagliacozzo, per l’invidiabile patrimonio storico, artistico e monumentale, era considerata la città più importante della Marsica, Il Governo si era proposto, tra l’altro, di riorganizzare il sistema giudiziario. E a preoccuparlo di più era l’elevato numero di tribunali: 1.904, di cui 142 circondariali, tra i quali rientrava quello di Avezzano.
Al sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Rosa era arrivata la soffiata, probabilmente da qualche parlamentare abruzzese, che il tribunale di Avezzano figurava tra quelli che il governo Minghetti si accingeva, con una proposta di legge, a tagliare. Non c’era tempo da perdere. Così in piena estate – era il 20 agosto – convoca d’urgenza la giunta, composta da Luigi Cerri, Vincenzo Botticelli, Carlo Tocci e Pietro Lecce, per metterla al corrente della situazione e proporle di approvare una petizione da inviare al ministro di Grazia e Giustizia, Giuseppe Pisanelli, «affinché venga decretata la conservazione del tribunale di Avezzano». Può anche darsi, ha detto in sostanza il sindaco ai suoi collaboratori, che il tribunale di Avezzano non sia compreso tra quelli da sopprimere, ma non possiamo rischiare. La petizione va presentata ugualmente, a scopo preventivo, per non ritrovarci domani dinanzi al fatto compiuto. «Il tribunale circondariale di Avezzano», si legge nella petizione, «non va soppresso per i seguenti principali motivi: primo, perché questo distretto, per la sua popolazione, sovrasta molti altri del Regno. Secondo, perché questa vasta e ubertosa valle è barricata di montagne che presentano un passaggio difficile e per niente sicuro, sia attraversando il micidiale valico di Forca Caruso, per recarsi a Sulmona, sia la nevosa pianura di Rocca di Mezzo, per accedere all’Aquila. Terzo, perché il già florido commercio di questa bella parte del Regno, che si trova tra Napoli e la futura Capitale del Regno, aumenterà considerevolmente, grazie anche alla ferrovia, che, una volta costruita, consentirà alla Marsica di diventare il centro di comunicazione tra il Mediterraneo e l'Adriatico. Si aggiunge, in ultimo, come un altro futuro germe di cause e contestazioni, il prosciugamento del Fucino, già in gran parte realizzato, che ridonerà all’agricoltura migliaia di ettari di terreno fertile». La giunta approva la proposta e incarica il sindaco di «esprimere al Governo il voto di questo municipio perché il tribunale del circondario di Avezzano venga conservato». Risultato: il tribunale non fu toccato. Nel 2011, dopo un secolo e mezzo, il problema del taglio del tribunale si è riproposto. Stavolta però non si è mosso nessuno per prevenire il taglio da parte del Governo Monti. Oppure ci si è mossi quando ormai la decisione era stata presa. Forse ai sindaci della Marsia è mancato quell’acume dimostrato allora dal sindaco Rosa.
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