Tangente pagata in un ristorante: processo dall’Aquila ad Avezzano

27 Ottobre 2023

Cambio di sede dopo 9 anni, ma per i due imputati si avvicina l’assoluzione per avvenuta prescrizione La presunta corruzione riguarda un appalto per le chiese delle Anime Sante e di Santa Maria Paganica

AVEZZANO. Approda al tribunale di Avezzano, dopo 9 anni di processo, la vicenda legata a presunte tangenti nell’affidamento degli appalti per la ricostruzione delle chiese aquilane dopo il sisma e che aveva portato a una decina di rinvii a giudizio. Più in particolare, al centro delle indagini, c’era la ricostruzione delle chiese delle Anime Sante e di Santa Maria Paganica. Il processo era stato avviato davanti al tribunale dell’Aquila. Ora, la parte più importante dell’inchiesta, nella quale si ipotizza la corruzione, è stata stralciata ed è stata trasferita.
Ieri si è tenuta l’udienza davanti ai giudici del tribunale di Avezzano.
Questo aspetto riguarda l’ex vicecommissario dei beni culturali, Luciano Marchetti, e la funzionaria del Mibac, Alessandra Mancinelli. Assistiti dagli avvocati Franco Colucci e Mario Flammini, entrambi rivendicano la loro estraneità all’accusa. Nella vicenda erano rimasti coinvolti anche alcuni imprenditori. Le difese hanno sollevato l’incompetenza territoriale del tribunale dell’Aquila perché la presunta tangente sarebbe stata consegnata nella Marsica. Un’istanza che era stata accolta dal gup. Marchetti e la funzionaria sono stati ripresi da un video che secondo gli investigatori rappresenta la prova della consegna di una mazzetta da 10mila euro, anticipo di una tangente da 190mila euro, esattamente l’1% dei 19 milioni di euro dell’appalto per il recupero e il consolidamento della chiesa di Santa Maria Paganica. La presunta consegna della mazzetta sarebbe stata fatta in un noto ristorante di Carsoli. Proprio per tale motivo la competenza territoriale è passata, se pur tardivamente, al tribunale di Avezzano. Marchetti fu nominato vicecommissario insieme a Guido Bertolaso e fu confermato dopo l’uscita del capo della Protezione civile, con nomina da parte dell’allora presidente della Regione, Gianni Chiodi, come commissario per la ricostruzione. L’udienza di ieri, che si è tenuta davanti al giudice collegiale Daria Lombardi (a latere Lepidi e Lattanzio), è stata aggiornata al 7 marzo prossimo. Ma per gli imputati si profila, alla luce del tempo trascorso, un’assoluzione per avvenuta prescrizione. Gli altri difensori erano inoltre Francesco Compagna e Stefano Marrocco.
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