Tangenti per gli sconti sulle tasse: si allarga l’inchiesta della Procura

Sono accusati il dirigente comunale Panico, l’imprenditore Di Berardino e il mediatore Di Silvio Ora il gip concede al procuratore Cerrato di proseguire nelle indagini: all’orizzonte nuovi sviluppi
AVEZZANO. Si allarga l’inchiesta sul presunto giro di tangenti nel Comune di Avezzano per gli sconti sulle tasse. Il gip Daria Lombardi ha notificato ai tre indagati nella vicenda un avviso di proroga delle indagini, come richiesto e ottenuto dal pubblico ministero titolare del caso, il procuratore di Avezzano Maurizio Maria Cerrato. La vicenda, quindi, potrebbe portare a nuovi sviluppi nei prossimi mesi.
Tutto nasce da un’intercettazione telefonica della Guardia di finanza per un’altra indagine, in cui uno dei tre accusati, Ferdinando Di Silvio, 43 anni di Avezzano, parla con un imprenditore agricolo prospettandogli la possibilità di uno sconto o addirittura un azzeramento dell’Imu comunale. Tutto, ovviamente, in cambio di una somme di denaro. Vantando conoscenze e una certa influenza negli uffici comunali, il 43enne (recentemente accusato e arrestato in un’altra vicenda anche per usura) si sarebbe offerto di fare da intermediario tra l’imprenditore contribuente e il funzionario pubblico comunale, entrambi indagati. Il dirigente del Comune, Massimiliano Panico, 57 anni, secondo l’accusa sarebbe stato compiacente e avrebbe accettato la mazzetta di Di Silvio. L’imprenditore, Clodorico Di Berardino, 42 anni, di Avezzano, ma originario di Trasacco, proprietario di un immobile ad Avezzano, avrebbe consegnato nelle mani di Di Silvio la somma di 1.500 euro in contanti per ottenere la cancellazione di quanto dovuto al Comune per il pagamento delle imposte. Somma che, secondo l’accusa, doveva servire a corrompere qualche funzionario comunale compiacente e a “comprare”, dunque, un suo ritocco sulla cartella da pagare. La vicenda è quindi emersa proprio durante le indagini per usura a carico di Di Silvio. Sono due, dunque, i filoni d’indagine. In cerca di riscontri, nei mesi scorsi, i finanzieri, guidati dal capitano Luigi Falce, si sono presentati prima negli uffici di via Vezzia, sequestrando tutti i fascicoli digitali relativi al calcolo dell’Imu, e poi a casa dei sospettati per eseguire perquisizioni. Gli investigatori si sono avvalsi anche di intercettazioni ambientali o telefoniche.
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